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Perugia celebra la Giornata dei Giusti: "L'ambientalismo deve diventare responsabilità"

Sotto la pioggia battente. 6 marzo: Giornata europea dei Giusti. Cronaca di un pomeriggio piovoso, ma lieto, in San Matteo

Sotto la pioggia battente. 6 marzo: Giornata europea dei Giusti. Cronaca di un pomeriggio piovoso, ma lieto, in San Matteo. Il vicesindaco Urbano Barelli esordisce: “Oggi non è proprio la giornata giusta. E io non riesco a trovare le parole giuste. “Giusto” è un termine desueto, ormai fuori dal lessico politico. È un termine da recuperare e non solo per rivendicare diritti, ma per assumersi doveri”.

Premessa significativa, “per entrare nel tema dell’ambientalismo, che non è solo territorio dei rompiscatole – quale io stesso sono stato, come presidente di Italia Nostra – ma deve diventare responsabilità individuale, da assumere consapevolmente”. Parole di critica e autocritica che preludono al vero motivo per cui uno sparuto gruppo di perugini, sfidando Giove pluvio, sono venuti in San Matteo degli Armeni per assistere alla cerimonia di presentazione dei recenti tre “Giusti”, i cui nomi svetteranno sulla cima di altrettanti cipressi, dietro il muro che lambisce la parte alta degli orti.

Il bibliotecario Gabriele De Veris introduce i relatori. Roberto Orfei presenta la biografia di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, ucciso con nove colpi di pistola per il suo impegno legalista e ambientale. Poi è la volta di Martina Barro, vicepresidente di Vivi il Borgo, trattare di Irena Sendler, portatrice di salvezza per i bambini del ghetto di Varsavia. Infine Giuseppe Moscati, presidente della Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, illustra la figura di Danilo Dolci. Poi i convenuti (tra essi il medievista Franco Mezzanotte, presidente di Vivi il Borgo; il filosofo capitiniano Claudio Francescaglia) si avviano verso gli orti dove, saggiamente, gli alberi sono stati piantati nel corso della mattinata, in un momento di tregua concesso dalla pioggia. Sotto gli ombrelli, la scopertura delle targhe poste alla base dei cipressi. E saluti di corsa.

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