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CRISI E TRADIZIONE Il Falchetto a rischio chiusura dopo 60 anni di cucina perugina

E' lo stesso proprietario Enzo Vittori a lanciare un allarme che sembra ormai quasi un de profundis. Mediazione con i proprietari (una banca) dello storico immobile per cercare di abbassare affiti e ricominciare. Ma forse l'addio al centro storico

Rischia la chiusura o il trasferimento in periferia - in cerca di locali con affitti più bassi - uno dei ristoranti più antichi e da sempre sinonimo di centro storico e peruginità. La crisi dei consumi ha colpito anche il celebre Falchetto che  è aperto dal 1954 e si trova alle spalle della splendida Cattedrale di S. Lorenzo e della Fontana Maggiore.

Il proprietario sta lottando in questi giorni per rinegoziare il prezzo dell'affitto (e forse anche qualche affitto arretrato) degli storici locali con un noto gruppo bancario - affittuario storicamente mai così facile da convincere - che ne è proprietario. Se non ci sarà l'accordo allora si rischia la chiusura e il trasferimento altrove, quasi sicuramente in periferia.

Il proprietario de Il Falchetto, Enzo Vittori, ha spiegato tutto all'edizione cartacea del Corriere dell'Umbria (articolo di Sandro Allegrini, l'inventore dell'Accademia del Donca): "Sono mutati i tempi e le condizioni. Vorrei che il comune mi aiutasse, così come è avvenuto incontro per l'affitto di alcuni locali a noi vicini. Sto prendendo in considerazione  l'ipotesi di trasferimento in un immobile periferico". Un chiaro messaggio quasi d'addio. Eh già chi vede l'ennesimo cambio di serrature e il cartello affittasi. Un altro colpo alla tradizione, alla nostra tradizione perugina, dopo la chiusura di Sandri.

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