menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Centro storico, Fruttini riflette e propone: "Il sindaco Romizi deve metterci la faccia"

L’esperto Rino Fruttini continua a proporre alla città le proprie osservazioni relative alla politica del Centro Storico

L’esperto Rino Fruttini continua a proporre alla città le proprie osservazioni relative alla politica del Centro Storico.

Senza peli sulla lingua, l’economista osserva:

“Sotto certi aspetti, l’attuale Amministrazione è la replica delle precedenti, mancandole una visione di Perugia che sia coerente con una corretta ‘analisi swot’, ossia di ‘pianificazione strategica per il raggiungimento di un obiettivo’, un modello di misura della fattibilità della progettualità di riconversione di aree di pregio”.

Fruttini, quali, a suo avviso, i "fattori di successo" potenziali per la Vetusta?

“Li possiamo riassumere elencativamente:

1. Prima di tutto i  Beni monumentali (Perugia è ad uno dei primi posti in Italia, secondo uno studio Censis);  2. La  Centralità della cultura, espressione della storia plurisecolare e di quella attualizzata nel lavoro di due università (Italiana e per Stranieri), dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio Musicale. 3. Tradizioni artigianali (da recuperare) e commerciali. 4. Baricentro di eccellenza di due settori dell'attività manifatturiera: agroindustriale-dolciaria; maglieria. Per quest'ultima si può parlare  di un vero e proprio "distretto", con tutte le potenzialità proprie di questo sistema di risorse e propulsioni.

Ma cosa c’entra la ristrutturazione e il riuso del Lilli?

E come se c'entra! Sia in “punto di metodo”, ovvero  riguardo al  “come” si colloca tale iniziativa che, proprio perché di natura privatistica, deve rispettare certe prospettive, di strategia e visione. In via subordinata ad esse, i vincoli di autorizzazioni per le nuove attività previste.

E circa il contenuto?

“Certamente anche in punto di sostanza. Infatti il progetto "Cinema Lilli", va correttamente inquadrato nella strategia complessiva dell'amministrazione comunale. Intanto, c’è la questione dell’auditorium, ancora incompiuto, di San Francesco al Prato, poi la riconversione del teatro Turreno, la destinazione dell’area delle Ex Carceri di Piazzale Partigiani, tanto per citare alcuni siti in fase di degrado progressivo!”.

Insomma, occorre coniugare le varie situazioni.

“Le iniziative parcellizzate in questa materia non dànno mai buoni frutti. Basti pensare a quello che è stato del Mercato coperto di Piazza Matteotti negli ultimi due decenni. Ora è in corso la realizzazione in esso di un «nuovo polo di aggregazione culturale, sociale, turistico e ludico». Ma non sappiamo come si collochi nella strategia da me evocata (ammesso che ce ne sia una)”.

Dove gli errori?

“L’analisi critica degli errori compiuti deve servire per intraprendere una giusta direzione. Fin qui si è tenuto conto  della fase strutturale (edilizia) e organizzativa (unità di lavoro) del progetto, sottovalutandone la parte più delicata: il processo d’implementazione della sua fruibilità”.

In pratica?

“Occorre pertanto essere in grado di prevedere, nel rapporto costi-ricavi, quanti anni saranno necessari perché il bilancio della gestione sia in attivo. Tale risultato dipende dall’equilibrio del rapporto domanda/offerta, ovvero da una prospettiva di mercato. Per gli addetti ai lavori dell’economia aziendale, tale accortezza è scontata. Non altrettanto per il management dell’amministrazione comunale. Dirigenza che, pur non avendo responsabilità gestionali delle attività intraprese dal privato, deve tuttavia predisporre ogni fattore di successo progettuale, in modo da facilitare l’opera del gestore privato. Ma non basta la strategia complessiva di sviluppo. Serve anche un piano che la guidi”.

A chi la responsabilità delle scelte?

“È necessario qualcuno che ci metta la faccia. E chi, se non il sindaco? 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento