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Mega multa ai cocciai alle scalette del duomo in piazza Danti... l'impegno del sindaco

Quale il motivo della sanzione? Aver sforato l’orario che prevede la chiusura alle 15. “Il fatto è – precisa il cocciaio – che ci vuole un’ora e mezzo per esporre e altrettanto per rimettere a posto: maneggiamo cocci, non stoffe!"

Mega multa ai cocciai derutesi alle scalette del duomo, in piazza Danti. Il sindaco Romizi: “Non ne sapevo niente: cercherò di rimediare”. Una vera ingiustizia che noi di Perugia Today siamo stati i primi e i soli a segnalare. “Tutto è accaduto martedì 18 settembre di quest’anno, quando un paio di agenti della Municipale passano davanti ai nostri banchi, osservano e non proferiscono parola” dice uno dei due espositori. “Il sabato successivo, un vigile ci avverte che siamo stati multati per 1000 euro a testa”. Quale il motivo della sanzione? Aver sforato l’orario che prevede la chiusura alle 15. “Il fatto è – precisa il cocciaio – che ci vuole un’ora e mezzo per esporre e altrettanto per rimettere a posto: maneggiamo cocci, non stoffe! Eravamo in ritardo, è vero. Ma almeno ci potevano avvertire, diffidare, sollecitare… prima di passare alla repressione”.

Poi la precisazione: “Avevamo chiesto al Comune di Perugia di prolungare l’orario e lavorare nel corso di occasioni speciali e qualche festivo. Pagando, s’intende, un incremento per l’occupazione di suolo pubblico. Dopo diverso tempo, non avendo ricevuto diniego, abbiamo pensato che la richiesta fosse stata accolta”. Ed ecco il malinteso. Ma poi si sbotta: “Se uno è fermo in divieto di sosta, il vigile gli dice di sloggiare, altrimenti fa la multa. Ma a noi, che pure eravamo oltre l’orario, non ci hanno avvertito e hanno applicato direttamente la sanzione”. Insomma: la multa “a sua insaputa”!

“C’è qualcosa che non va. Il funzionario che doveva dare risposta alla nostra istanza dice di aspettare il consenso del Comando. Ma quando se ne verrà mai a capo?”. “In fondo – dicono – chiediamo di poter lavorare nei festivi speciali e con un orario più acconcio, non chiudendo il banco alle 3”.
Da qualche tempo le cose per i cocciai derutesi vanno maluccio. Eurochocolate è stata per loro un fallimento: un po’ perché lassù non arriva gente. E poi la domenica – per motivi di sicurezza – non hanno potuto lavorare. Servono vie di fuga, la sicurezza è prioritaria. Ma sono loro a farne le spese. Altrettanto sta accadendo alla Fiera dei morti. Aspettano il Natale per rifarsi un po’, dopo un settembre-ottobre orribile.

Intanto, i vigili stessi hanno consigliato di fare ricorso per chiedere l’annullamento della sanzione. Ma la situazione è tutta da chiarire. E togliere 1000 euro a queste due aziende che, con spirito di sacrificio, portano avanti una tradizione secolare, è come attaccarsi alla cassetta delle elemosine. Il sindaco, informato dall’Inviato Cittadino, prende nota e assume un impegno: “Cercherò di porre rimedio”. Ce lo auguriamo per la dignità e il senso di giustizia che i perugini avvertono fin nel midollo.
 

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