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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca

Centro storico blindato, per il centrosinistra "serve un cambio di passo, non le ordinanze anti alcol"

Documento dei gruppi consiliari Pd, Idee Persone Perugia, Rete Civica Giubilei e del capogruppo in Regione Tommaso Bori: "Puntare sui servizi e sulle buone prassi, dai bagni pubblici al bere consapevole, coinvolgendo i commercianti"

Ordinanza anti alcol in centro storico, per i gruppi consiliari di centro sinistra a Palazzo dei Priori e per il consigliere regionale del Pd Tommaso Bori la repressione non serve, o quanto meno non basta.

"La destra non conosce altra strada che le politiche repressive, che si sono rivelate inutili se non dannose. Non è accettabile che le uniche azioni attuate dalla Giunta comunale siano quelle proibizioniste e paternalistiche. In questo solco si inserisce l’ordinanza del Comune di Perugia che vieta la vendita di alcol nel centro storico e a Fontivegge dopo le 23, che rischia di portare, inevitabilmente, alle chiusure dei locali in quegli orari durante i fine settimana e il rischio di una chiusura dovuta al danno economico dopo un periodo di stop legato alla pandemia - si legge nella nota stampa congiunta dei Gruppi consiliari Partito Democratico, Idee Persone Perugia e Rete Civica Giubilei e sottoscritto dal Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale, Tommaso Bori - Sul piano squisitamente politico, è paradossale l’atteggiamento dei partiti che governano la città, uniti negli slogan sulla ‘tolleranza zero’, ma poi inermi ed incapaci nel momento del governo e dei provvedimenti amministrativi. Per citare solo un esempio, c’è una mancanza grave da parte di chi governa la città, che si è perfino dimenticato di sottoscrivere la proroga dei Patti per la sicurezza, che a Perugia avevano permesso la realizzazione e il finanziamento di progetti importanti, nella corretta collaborazione tra Istituzioni".

Per il centro  sinistra l’amministrazione Romizi non prende in considerazione le iniziative nelle scuole, a favore dei giovani, sul tema delle dipendenze, come non investe nei progetti di rigenerazione urbana per quei luoghi abbandonati, né si valorizzano servizi come i bagni pubblici e le buone pratiche, come il bere consapevole, la patente a punti per gli esercenti, la cauzione per i contenitori da asporto, steward co-finanziati. Iniziative che hanno bisogno, secondo il centro sinistra, del coinvolgimento degli esercenti e di protocolli per affrontare le criticità.

Serve "un cambio di passo, ma anche di mentalità - conclde la nota - occorre cambiare totalmente registro sul tema delle politiche del centro storico, in particolare quelle legate allo svago, al tempo libero e alla gestione degli spazi pubblici".

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