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Centro scommesse vicino alla scuola, è bufera: "Non vogliamo che torni ad essere il palazzo della vergogna”

L'edificio a Porta Pesa era in stato di degrado e abbandono. Poi il recupero e la dignitosa facies attuale. Nei locali dove nascerebbe il futuro centro scommesse c'è stata una merceria e un negozio di ottica

Il Consiglio comunale discute l’ordine del giorno, presentato dai consiglieri PD Sarah Bistocchi e Tommaso Bori, sulla ludopatia. Il documento è stato depositato a seguito della notizia della prossima apertura di un centro scommesse e video lottery nella zona di Porta Pesa, all’inizio di via Brunamonti, a ridosso della scuola elementare Primo Ciabatti.

L’esercizio dovrebbe essere aperto nei locali compresi tra la scuola Ciabatti, il secolare cedro del Libano e il supermercato Emi, da una parte, e la pizzeria (ex Trattoria “Da Argentino”) dall’altra.

Centro scommesse di due piani accanto alla scuola elementare: "Il Comune deve intervenire"

Dicono gli abitanti della Pesa: “Non vogliamo che quello torni ad essere il palazzo della vergogna”. Il riferimento è alla denominazione, vigente per molti anni, a carico del palazzo che dà, su tre lati, rispettivamente sullo Slargo della Pesa, su via XIV Settembre e su via Enrico dal Pozzo. Tale edificio, in stato di degrado e abbandono, era stabilmente occupato da spacciatori e homeless, in una condizione umanamente e civilmente inaccettabile. Poi il recupero e la dignitosa facies attuale. Nei locali dove nascerebbe il futuro centro scommesse c’è stata una merceria e un negozio di ottica.

La preoccupazione, chiaramente sottolineata nell’ordine del giorno, mette in luce le forti ricadute sulle persone e sul tessuto sociale del quartiere. Ulteriore elemento da considerare è la presenza di circa 1300 alunni che frequentano la Scuola dell’infanzia Santa Croce, la Scuola elementare Primo Ciabatti e la Scuola media Ugo Foscolo, ritenuti peraltro “poli di eccellenza” nel panorama educativo perugino.

L’ordine del giorno rappresenta il primo approccio della lotta alla ludopatia che vorrebbe porre il Comune di Perugia in prima fila a difesa dei cittadini e nell'ottica della promozione e della diffusione della cultura della legalità nel tessuto sociale urbano, con l'obiettivo di contrastare il gioco d'azzardo e prevenire le sue insidiose implicazioni patologiche.

I consiglieri Bistocchi e Bori hanno inoltrato alla presidenza del Consiglio Comunale la proposta di istituzione di un regolamento per apertura sale giochi, sale scommesse e installazione degli apparecchi di giochi leciti. Tale regolamento sarebbe da integrare con quello già vigente, approvato nel 2005 e poco incisivo, vista l’evoluzione che il fenomeno ha subito nel corso degli ultimi anni.

Nicola Tassini, in rappresentanza dell’Associazione Porta Pesa e Borgo S. Antonio, ascoltato in IV Commissione sul tema, ha espresso preoccupazione per i prevedibili effetti negativi a carico della zona residenziale che chiede solo tranquillità. “Esistono poi – aggiunge – problemi di sicurezza, di controllo, di sosta. Non è questo che ci serve ma magari, come aveva promesso il rettore Moriconi, l’apertura di un’aula di studio che comporterebbe presenze pulite e giovevoli per il quartiere”.

Osserva qualcun altro con rude franchezza: “Ma cosa c’entrano le scuole e i bambini? Mica i bambini entrano in sala gioco, mica vedono cosa succede? In cosa consiste lo sbandierato aspetto antieducativo? Va bene: il gioco d’azzardo è diseducativo, ma chiamiamo le cose col loro nome: non vogliamo presenze indesiderate”.

E continua il suo ragionamento: “I giocatori d’azzardo appartengono spesso a categorie poco esemplari. Si tirano dietro una fauna di criminalità, di prestito a strozzo, di dipendenze anche tossiche”. E poi: “Non facciamo giri di parole, diciamolo chiaro e tondo: questa gente vicino a casa nostra non la vogliamo!”

 “Ci auguriamo – sostengono i consiglieri - che il Sindaco e la Giunta si attivino per fermare questa illegittima apertura. Lo hanno sollecitato in audizione le associazioni territoriali, la dirigenza scolastica, i rappresentanti dei genitori, l’associazione “Libera Umbria”.

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