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"Bordello" mascherato da centro massaggi cinese: "Sesso per 50 euro"

I titolari sono finiti a processo con l'accusa di sfruttamento della prostituzione. La discussione è stata fissata a settembre

Dovranno rispondere del reato di sfruttamento della prostituzione, due titolari cinesi di un centro massaggi nel perugino dove - secondo l'accusa - si sarebbero consumati rapporti fra alcune massaggiatrici e clienti. La vicenda è sbarcata oggi in tribunale, davanti al secondo collegio (giudici Loschi, Amodeo e Grassi) per ascoltare i testi del pm.

E' stato uno dei tanti clienti del centro massaggi a raccontare come, dietro compenso di 50 euro, si potesse usufruire di prestazioni particolari: "Sono stato accolto da due ragazze orientali che mi hanno fatto accomodare in una cabina, chiedendomi quanti minuti volessi intrattenermi. La ragazza mi ha fatto capire che si poteva avere una prestazione sessuale, intesa non come rapporto completo, ma come masturbazione, dietro al pagamento di 50 euro". 

"Quel centro massaggi... era un bordello": sesso 'low cost' nelle stanzette

I fatti risalirebbero ad un arco temporale che va dal 2012 al 2013; le indagini delle forze dell'ordine riuscirono a svelare il presunto giro di sfruttamento della prostituzione ai danni di giovani ragazze cinesi e il locale fu posto sotto sequestro. Nel centro massaggi operavano dalle tre alle cinque ragazze: il cliente avrebbe pagato una prima parte ai proprietari poi nel camerino avrebbe saldato la prestazione sessuale a parte. Le operatrici inoltre dovevano dividere con i proprietari i soldi guadagnati extra-massaggi "ordinari"  La discussione è stata fissata per il 12 settembre; gli imputati sono difesi dagli avvocati Caforio, Egidi e Marcucci. 

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