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Un Centro Espulsione anche per l'Umbria? Lo scenario politico è cambiato: dal no al potenziale sì

Tutto questo per rafforzare la prevenzione in ambito dell'anti-terrorismo e allo stesso tempo dare ulteriori strumenti alla Questura di Perugia nella lotta - finalmente vincente - per un capoluogo più sicuro

Un centro espulsione per rimpatriare i cittadini stranieri clandestini o considerati pericolosi socialmente al servizio delle forze dell'ordine dell'Umbria. In grado di garantire una identificazione certa, con rapporti importanti con le ambasciate dei paesi più esposti in fatto di emigrazione e soprattuto centri completamente diversi ai Cie già sperimentati. 

Tutto questo per rafforzare la prevenzione in ambito dell'anti-terrorismo e allo stesso tempo dare ulteriori strumenti alla Questura di Perugia nella lotta - finalmente vincente - per un capoluogo più sicuro e sempre meno in mano ai clan della droga tunisini e nigeriani riforniti direttamente dalla Camorra. E' questo quello che offrirà alla Presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini il neo-ministro agli interni Marco Minniti che vuole riformare lo strumento del Centro Identificazione espulsione e soprattutto lo vuole rendere capillare, in ogni regione. 

L'incontro sulle nuove politiche per l'immigrazione - tra cui più soldi per l'integrazione dei migranti e rifugiati politici - tra il Ministro e i rappresentanti regionali è previsto per il 19 gennaio. In passato la presidente Marini aveva respinto la proposta di un Cie quando lo stesso segretario comunale del Pd Franco Parlavecchio, aveva proposto questa misura ai tempi della Perugia di Boccali in mano ai clan criminali e ogni giorni additata sui media nazionale come capitale dello spaccio. 

Ma ad oggi la proposta arriva da un Governo amico, da un ministro agli interni esperto in sicurezza e servizi segreti, gli alleati di sinistra-sinistra non ci sono più e persino l'elettorato del Pd è più propenso a una maggiora sicurezza sempre però finanziando l'integrazione. Inoltre il terrorismo islamico è il grande spauracchio anche dell'Umbria: Perugia e Assisi sono nel mirino, sono luoghi ad alto rischio attentati a livello internazionale. Insomma lo scenario è differente e quindi anche la collaborazione della Regione Umbria potrebbe essere possibile. 

Ma dove costruire un Cie: tempo fa, uno studio del Ministero degli Interni, aveva indicato un terreno a Bettona. E Bettona si trova a pochi chilometri dall'aeroporto dell'Umbria, lungo l'asse Perugia-Ancona per il trasferimento su nave. Ma si potrebbe puntare anche sull'area nord di Perugia o nella Media Valle del Tevere area di confine tra le province di Perugia e Terni. Ma questa è una storia tutta da scrivere.

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