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In Umbria il primo centro di ascolto per uomini violenti, il progetto dell’Associazione Margot

PerugiaToday ne ha parlato con Vanna Ugolini, Presidente dell'Associazione Margot e la psicologa Lucia Magionami che spiegano: "Essere una persona violenta è una scelta, si può scegliere di non esserlo"

Oppressione, paura, sopraffazione, umiliazione, dolore. È la genesi della violenza, un calvario destinato a perpetuarsi fino alla morte; psicologica, fisica, umana. Chi ne resta vittima, è costretta ad affrontare un calvario, a volte personale, vissuto nei silenzi e nella vergogna, nell’angoscia di non sapere che strada intraprendere per potersi liberare. Spesso, troppo spesso, nel mirino dei maltrattamenti, viene colpita la donna nella sua integrità e nel suo valore umano, che, senza gettare inutili allarmismi, riempie i trafiletti di cronaca ogni giorno come un dato ormai certo.

Arginare il problema della violenza è solo la punta dell’iceberg di un quadro sociale complesso e stratificato, forse mancante di una solida educazione sulla parità di genere e la dignità umana che andrebbe creato non solo a partire dalla famiglia, ma da tutti quei contesti scolastici ed educativi in cui la persona vi si inserisce fin da piccola. Un’acquisizione che possa accrescere nel tempo, che si faccia portavoce di una Cultura alla parità ed al rispetto umano.

Ma se la complessità della violenza non viene spezzata a partire non solo dalla tutela di chi si subisce, ma dal recupero di chi infligge, la catena dei maltrattamenti si alimenterà con nuove vittime, procrastinando il problema.

Ed è proprio per questo che in Umbria, a febbraio del 2015, nasce il primo Centro di Ascolto per autori di maltrattamenti in Umbria, grazie all’Associazione Margot, impegnata sul campo contro la violenza di genere.

Margot Net è un servizio gestito dalla  psicologa Lucia Magionami e dall’avvocato Emanuele Florindi, e rivolto agli uomini che vogliono mettersi in gioco e cambiare il loro comportamento violento nei confronti della partner e dei figli, uno strumento di aiuto che possa contribuire all’educazione ed alla risoluzione non violenta dei conflitti interpersonali.

L’Associazione Margot, fondata nel 2013 con sede presso la Libertas Perugia, nasce dalla volontà di trovare risposte concrete contro la  violenza e la discriminazione, avvalendosi di professionisti del settore che mettano a disposizione le loro competenze al fine di creare una rete ed una sinergia di lavoro che aiuti vittima e carnefice.

Fra i tanti impegni dell’Associazione, oltre a Margot Net, anche un progetto con le scuole medie e Superiori di Perugia grazie alla collaborazione con la prof. Antonella Piccotti dell’Istituto Ipsia. Un progetto, fatto di incontri, colloqui, eventi, che mira a combattere il dramma del bullismo tra i giovani ma anche a sensibilizzare alla parità di genere. Un confronto che deve iniziare proprio da loro, futuri uomini e future donne che potranno costruire la Cultura del rispetto solo a partire dagli strumenti che la scuola, la famiglia e la società saranno in grado di garantire.

Voi siete il primo centro di ascolto in Umbria per autori di maltrattamenti, che tipo di aiuto vi chiedono?

“Il centro è ora rivolto soprattutto agli uomini, ma noi vorremmo rivolgerci a chiunque, senza distinzione di genere. La violenza è di tanti tipi, e non riguarda solo uomo/donna. Attualmente in Umbria chi commetteva maltrattamenti ma voleva uscire da questo tunnel infernale, non sapeva a chi rivolgersi prima dell’apertura del nostro sportello di ascolto, un cammino iniziato a febbraio 2015. Spesso si rivolgono a noi persone che hanno assistito ad episodi di violenza, e che, sul modello di quanto appreso, divengono spesso autori stessi di maltrattamenti. Gli uomini che ci contattano, non arrivano mai ad una iniziale richiesta esplicita di aiuto; ciò che emerge è soprattutto malessere perché è difficile ammettere e riconoscere di essere violenti. Quello che noi facciamo, dal punto di vista psicologico e giuridico è dividere la persona dal comportamento, attraverso colloqui ed incontri”.

Sono persone che si rivolgono a voi in maniera spontanea?

“Per ora spontanee, ma spesso  consigliate dalla partner; importantissimo  il ruolo della donna  che aiuta l’autore del maltrattamento a capire il suo problema ed anche che può affrontarlo”.

Come vengono aiutate le donne vittime di maltrattamenti nella vostra Associazione?

“Le donne hanno un percorso molto diverso; per adesso le indirizziamo al servizio telefono donna, cercando di strutturare un percorso ad hoc dato che lavoriamo in sinergia: un lavoro di rete. Quando ci contattano gli autori di violenza, quello che cerchiamo di fare è incontrare la partner, che spesso si trova a vivere uno stato di inadeguatezza e paura, spesso non conoscendo gli strumenti adatti per potersi tutelare. Tutelare la vittima del maltrattamento, ma anche indirettamente, l’autore, favorisce ad entrambi la consapevolezza di alternative che non li metta con le spalle al muro. Aiutare a far capire alla persona violenta che ci sono modi per poter avviare un percorso di recupero, aiuta a non generare ulteriore frustrazione e impossibilità a reagire positivamente”.

Manca, secondo voi, una risposta concreta da parte delle Istituzioni per riabilitare uomini violenti?

“Si potrebbe fare molto più, a partire da un percorso di assistenza che non si chiuda in un arco temporale breve,  ma mirato. Noi siamo per ora un ‘Associazione di “emergenza”, focalizzata sulle vittime. Dal nostro punto di vista le vittime le aiuti soprattutto evitando che certi comportamenti si ripercuotano su di loro o si ripetano; la tutela semplicemente giurisdizionale ed istituzionale ha dei grossi limiti, che sono quelli del nostro ordinamento”.

Il Piano straordinario contro la violenza di genere, proposto dal Dipartimento delle Pari Opportunità, ha predisposto una consultazione di Associazioni e cittadini per spunti e riflessioni; in particolare l’Associazione Margot ha contribuito con due importanti riflessioni: l’inserimento lavorativo di una donna vittima di maltrattamenti, ed il recupero e reinserimento sociale degli uomini autori. Si sta muovendo qualcosa, in tal senso?

“La violenza economica è il deterrente che spesso inibisce la denuncia e la conseguente uscita dal tunnel della violenza. La prossima settimana lanceremo il prestito d’onore alle donne vittime di violenza, costituiremo un fondo attraverso feste ed eventi da poter destinare per permettere loro di ricominciare una vita autonoma.

La cosa fondamentale è anche la riabilitazione maschile; in media passano sette anni prima che una donna possa liberarsi dai maltrattamenti, e questo causa una distruzione psicologica devastante nella vittima ed una sorta di dipendenza dell’autore dalla violenza. Fondamentali sono i centri di ascolto in tal senso; secondo alcuni studi il 98% delle persone violente è “normale”, solo il 2% ha problemi psicologici. Dunque essere violenti è una scelta, e se lo è,  attraverso persone competenti che lo possano indirizzare verso un cambiamento nei comportamenti, si può arrivare a scegliere di non stare più dalla parte della violenza”.

Centro di Ascolto Margot Net: telefono 3711810710 www.margotproject.org

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