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NOTTE DI NATALE Dal Duomo il messaggio di speranza: "Il grande buio passerà"

Molti fedeli alla S. Messa della Notte di Natale nella cattedrale di San Lorenzo. L'arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti: «Se questo è il Natale, per nessuno di noi può esserci una sconfitta definitiva»

In una gremita cattedrale di San Lorenzo in Perugia l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti ha celebrato la S. Messa della Notte di Natale, augurando ai fedeli «un Natale buono e fecondo di bene», in particolare «alle famiglie dove quest’anno è nato un bambino, dove ci sono persone che soffrono perché malate o che hanno perso il lavoro, ma anche emarginate, disagiate, come i carcerati che ho avuto modo di visitare in questi giorni. Per tutti loro – ha detto mons. Bassetti – il vostro vescovo pregherà particolarmente».

Il presule ha esordito nell’omelia richiamando l’attenzione sul significato della Prima lettura nell’udire queste parole: «“Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce… Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia!”. Sono le parole del profeta Isaia – ha ricordato mons. Bassetti –. Ma voi, fratelli e sorelle, vi siete accorti di questa grande luce? La vostra gioia è aumentata in questi giorni d’Avvento in preparazione al Natale? Eppure oggi è nato il Salvatore! Certamente per tutti coloro che lo hanno atteso, ma anche per coloro che non ne avvertono il bisogno, anche per chi rifiuta di riconoscerlo, nasce il Salvatore…, anche per chi non prega più, perché forse deluso. Ci sono, purtroppo, tanti fratelli - e l’ha detto anche il Papa nella sua omelia di questa sera -, che camminano nelle tenebre, perché altri fratelli li hanno ingannati o hanno tolto loro la speranza se non la dignità di uomini e di donne».

 «Mi limito soltanto a qualche esempio – ha proseguito l’arcivescovo –, che abbiamo tutti dinanzi ai nostri occhi: i risvolti gravissimi di questa crisi economica, che ha portato il 40% dei giovani alla disoccupazione e non c’è niente di peggio vedere un giovane senza prospettive, deluso, senza speranza. Come anche piccole imprese prima ridotte allo stremo e poi naturalmente costrette a chiudere. I poveri, secondo le statistiche anche della nostra Caritas, sono raddoppiati in questi ultimi anni e troppe famiglie anche da noi non hanno nulla da mettere sotto l’albero di Natale e poco anche da mettere in tavola».

«Fuori dalla nostra cattedrale – ha evidenziato mons. Bassetti – c’è un gruppo di manifestanti pacifici ed anch’io sono stato attratto da un loro grande striscione dove è ricordato Papa Francesco. Richiamano l’impegno alla lettura dell’esortazione apostolica del Papa sull’evangelizzazione. E’ una cosa buona, che avrei fatto anch’io al termine della celebrazione suggerendovi di leggere questa esortazione apostolica, perché veramente stimola ciascuno di noi ad essere un testimone del Vangelo di Cristo , ma tocca anche i temi scottanti dell’economia come ricorda lo striscione dei manifestanti». 

«Certo, queste situazioni e altre – ha poi aggiunto il presule – sono un grido, perché si arrivi a soluzioni eque, che comportino una più adeguata creazione dei beni ed una più equa distribuzione dei medesimi». «“Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce!” – ha detto ancora mons. Bassetti –. Si, le tenebre sono sempre invocazione di luce e di salvezza! Oggi si è manifestata al mondo la grazia di Dio che porta salvezza a tutti gli uomini e ci impegna a vivere con sobrietà - ci ha detto san Paolo -, una sobrietà che deve seriamente ridimensionare tutti gli sprechi che ci sono nel nostro modo di vivere. Papa Francesco ha detto con forza che il cibo sprecato è tolto ai poveri! Vivere con sobrietà, con giustizia, con speranza ravvivate nell’attesa che, questo piccolo bimbo oggi nato a Betlemme, ritorni un giorno nella gloria. Allora ci dirà: “quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatto a me”».

  «Oggi Dio si è fatto uomo – ha detto l’arcivescovo –, il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi! Egli è Dio…, un Dio che sembra non risolvere i problemi, ma che li pone innanzi alla nostra responsabilità. Un Dio con molta umiltà bussa alla porta del cuore e chiede di essere accolto. Un Dio che non punisce i maligni…, anzi da loro è stato messo in croce! Un Dio che si rivolge ai poveri, ai perdenti, agli “scarti” - dice Papa Francesco -, a tutti noi che siamo poveri e peccatori. Un Dio che ha amato così follemente la nostra umanità da giungere al punto di farsi egli stesso uomo. Un Dio tenero e misericordioso, non un Dio lontano, assente, ma che ama per primo, prima di essere riamato. Un Dio che ha voluto sperimentare la tenerezza di una madre e la protezione di un padre verso una creatura senza averla generata. Un Dio meraviglioso, che si fa trovare nei piccoli, nei poveri, in chi si sente momentaneamente sconfitto. Se questo è il Natale, per nessuno di noi può esserci una sconfitta definitiva. Anzi, dobbiamo far festa perché Lui è venuto ad abitare nella piccola grotta della nostra esistenza».

«Se tutto questo è vero – ha evidenziato mons. Bassetti avviandosi alla conclusione –, se “a quanti lo hanno accolto egli ha dato il potere di diventare figli di Dio”, essere cristiani autentici significa accogliere il lieto messaggio del Natale, significa costruire una nuova “civiltà” dell’amore che trasformi dal didentro la nostra società. C’è bisogno di buoni cristiani! C’è bisogno di amore cristiano! Se davvero questi giorni saranno caratterizzati da “novità di vita”, avranno senso e valore anche gli auguri che andiamo scambiandoci. E la speranza tornerà a brillare».

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