Catturato pericoloso "boss" all'aeroporto: ha tentato di eludere i controlli invano

L'uomo apparteneva a un clan di nigeriani attivissimi nel centro Italia e all'estero. Dopo di anni di indagini l'uomo è finito in manette

K.C., nigeriano del 1982, non era solo uno dei più autorevoli membri del gruppo nigeriano “disarticolato” dall’Operazione “TURNOVER” della Squadra Mobile di Perugia di due anni fa, ma era il capo “locale” del gruppo operativo a Firenze. L'uomo agiva sotto le dirette dipendenze di A.J., considerato il “capo” del sodalizio operativo in Italia e domiciliato a Roma (catturato all’alba del 21 maggio 2014 davanti all’ambasciata della Nigeria a Roma).

L’Operazione “TURNOVER”, lo ricordiamo, condotta tra il 2012 ed il 2014 dagli uomini della “Criminalità organizzata” di Perugia e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, era stata concepita e condotta per contrastare e neutralizzare una vera e propria “rete” di soggetti nigeriani, tutti dediti in maniera attiva e proficua all’immissione di droga in Italia e presenti in numerose province del territorio nazionale ed all’estero (Nigeria, Congo, Zambia, Brasile, Ecuador, Gran Bretagna, Irlanda, Spagna etc.), ed aveva avuto epilogo nell’emissione, da parte del GIP. di Perugia, di ben 37 misure di custodia cautelare in carcere, molte delle quali eseguite all’alba del 21 maggio 2014 su tutto il territorio nazionale.

L’indagine, inoltre, aveva consentito l’individuazione e la cattura di due pericolosissimi latitanti nigeriani rifugiatisi in Irlanda con false generalità, uno dei quali era a pieno titolo inserito nella lista dei 30 latitanti più pericolosi secondo il Gruppo Integrato Interforze per la Ricerca dei Latitanti del Ministero dell’Interno. Particolarità del gruppo oggetto dell’indagine “TURNOVER” è la triste circostanza per la quale i corrieri di droga che avevano la sventura di cadere nella trappola degli investigatori di Perugia, solitamente appena atterrati a Fiumicino, venivano erroneamente ritenuti, dai loro mandanti, in fuga con la sostanza e pertanto “traditori”: le conseguenze, per le loro famiglie e per le loro case in Nigeria, erano nefaste, al punto che dopo la “somministrazione” di un potente rito “Voodoo” sull’arrestato, i familiari erano oggetto di pesanti violenze e ritorsioni.

Qualora invece i capi venissero a conoscenza dell’avvenuto arresto del loro inviato, i riti malefici erano invece destinati agli operatori di Polizia autori della cattura (…”gli uomini in divisa”). L’indagine, oltre a permettere di individuare e cogliere in flagranza circa un decina di “corrieri-ovulatori” inviati in Italia per immettere sul mercato nazionale ingenti quantitativi di “eroina” e “cocaina”, sequestrata per oltre 10 chilogrammi, ha consentito soprattutto di identificare i “mandanti”, gli “organizzatori” dei vari trasporti, presenti in vari paesi esteri e distribuiti nelle principali città italiane per la gestione delle relative piazze di distribuzione, all’ingrosso, dello stupefacente.

Tali soggetti, considerati “capi” o “referenti” locali, si occupavano, oltre che dell’organizzazione dei viaggi per l’immissione della droga, anche della successiva distribuzione, a connazionali e non, per lo spaccio al dettaglio, riuscendo quasi sempre a non farsi mai trovare nella disponibilità della sostanza.

Tra essi, K.C., che gli uomini della Mobile avevano avuto modo di conoscere già all’inizio dell’indagine attaccando una sua foto, sulla cartina dell’Italia, proprio su Firenze, si era distinto per la scaltrezza e per l’acume criminale grazie ai quali non solo non era mai stato arrestato in flagranza, ma soprattutto, all’esito delle catture scattate all’alba del 7 maggio 2014, si era dato alla fuga, facendo perdere ogni traccia di sé dal territorio nazionale.

Ma gli uomini della Squadra Mobile non si sono persi d’animo, ed hanno continuato a seguire le sue tracce in maniera discreta ed impercettibile, intervenendo nel momento più opportuno: nel pomeriggio di ieri, lunedì 7 marzo 2016, dalla Polizia di Frontiera Aerea di Bologna, arriva la tanto attesa conferma degli accertamenti e degli approfondimenti svolti e diretti ad assicurare alla giustizia anche il referente fiorentino del gruppo.

Ieri pomeriggio, infatti, proveniente da Casablanca (Marocco), sul suolo emiliano è ricomparso K.C. il quale, pensando di aver eluso, passati ormai diversi mesi dalle catture dei suoi compagni, le ricerche della Polizia, prima ancora di mettere piede in aeroporto è stato immediatamente ammanettato e successivamente trasportato nella più vicina casa circondariale: ad eseguire la cattura ha provveduto proprio il personale della Polaria di Bologna.

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A nulla è servita la scelta “strategica” dello scalo intermedio in Marocco per “ingannare” gli investigatori alla ricerca del suo nominativo sulle liste dei passeggeri provenienti dalla Nigeria: soltanto ieri pomeriggio il boss nigeriano ha potuto constatare come tale sistema, peraltro utilizzato in precedenza nell’organizzazione dei trasporti di droga, sia ormai obsoleto e fallimentare.

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