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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca Castiglione del Lago

Castiglione, lavoro nero e fatture false: scoperta evasione milionaria

Continua l'impegno preventivo e repressivo dei Reparti dipendenti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Perugia per contrastare e contenere il fenomeno dell'evasione fiscale

Nelle scorse settimane il tenace impegno dei militari della Guardia di Finanza di Castiglione del Lago ha permesso la scoperta di una evasione fiscale posta in essere da un noto imprenditore edile della zona con comportamenti contabili fraudolenti finalizzati a sottrarsi al pagamento dell’iva e delle imposte dirette anche emettendo fatture false.

Tale meccanismo ha consentito per gli anni d’imposta dal 2007 al 2010 di non dichiarare al fisco ricavi per oltre 2 milioni di euro ed IVA per mezzo milione di euro.

Nell’ambito della suddetta attività è stata accertata, fra l’altro, da parte dello stesso imprenditore negli anni 2007 e 2008, l’emissione di fatture per operazioni inesistenti pari a circa 9.000 € e l’utilizzo di fatture false per un importo complessivo di € 669.000.                        

L’operazione di servizio, in una prima fase è stata caratterizzata dalla raccolta di dati ed elementi significativi di una maggiore capacità contributiva presso soggetti terzi che hanno permesso di appurare in capo ai responsabili violazioni in relazione all’emissione e all’utilizzo di fatture false nonché l'impiego sistematico da parte dell'impresa edile di ventisei lavoratori in “nero”, completamente privi di contratto di lavoro, e di dieci lavoratori “irregolari” per i quali la relativa posizione lavorativa non corrispondeva al periodo effettivamente regolarizzato, grazie all’esame della documentazione fiscale rinvenuta  e relativa a strutture alberghiere in cui avevano alloggiato i medesimi lavoratori.

Guarda il video dell'operazione.
 
Il reale volume d’affari effettivamente realizzato dal contribuente ispezionato è stato quindi definitivamente comprovato attraverso il penetrante strumento delle indagini finanziarie, che ha permesso di ricostruire tutte le movimentazioni poste in essere per il tramite degli istituti di credito.

L’effettivo importo dei ricavi conseguiti dall’imprenditore controllato è risultato considerevolmente superiore a quello dichiarato al Fisco, e pertanto i responsabili della società sono stati deferiti alla locale Procura della Repubblica anche per l’ipotesi di reato di “dichiarazione infedele” ex art. 4 del D.Lgs. 74/2000, oltre che per le ipotesi di “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false” ed “emissione di fatture per operazioni inesistenti” di cui agli artt. 2 e 8 della medesima disposizione di legge.

La rilevanza delle somme nascoste al fisco, riferisce la finanza, ha fatto rientrare l’azienda tra i cd. “evasori paratotali” intendendo per tali i soggetti che evadono nel corso di un anno più del 50% delle imposte dovute.
 

 

 

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