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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca Centro Storico / Corso Giuseppe Garibaldi

Quelle inamovibili e misteriose transenne al Cassero: resteranno per sempre?

Da più di un anno se ne stanno lì, senza apparente motivo. Agli uffici comunali tengono la bocca cucita, ma certamente non si tratta di un capriccio

Quelle inamovibili e misteriose transenne al Cassero non sono certo un bello spettacolo da vedere. Da più di un anno se ne stanno lì, senza apparente motivo. Agli uffici comunali tengono la bocca cucita, ma certamente non si tratta di un capriccio. C’è piuttosto da pensare a un problema serio che, prima o poi, dovrà essere affrontato.

Bene hanno fatto a circondare i due bastioni della torre con dissuasori in ferro: la sosta di vetture in prossimità di questa stupenda emergenza storico-archeologica gridava vendetta. Ma certo non sono attraenti – e ormai appartengono al paesaggio urbano – quelle transenne metalliche nastrate con plastica bianco-rossa, che qualcuno provvede a ripristinare continuamente quando si rompe o viene strappata.

Fin dall’anno scorso era stato isolato il basamento sul quale sarebbe dovuto sorgere il monumento in ricordo del motociclista borgarolo Marco Papa. Ma quella è un’altra storia, sulla quale il Comune di Perugia ha fatto una figura non bella: annunciando prima l’inaugurazione, poi annullandola e, infine, smentendo tutto e costringendo i promotori a cercarsi un’altra sede.

Ma quegli impedimenti restano lì, anche adesso che quel basamento è stato smantellato. Altra cosa sono le transenne che impegnano entrambi i versanti ai lati della Torre: sulla sinistra, l’inizio di via dello Sperandio; sulla destra, la ripida via Fuori le Mura. E, su quest’ultimo lato, le barriere sottraggono – questo lamentano i residenti – almeno due posti macchina, riservati ai residenti dei settori 9 e 11. Ma il mistero continua. Gente che porta a spasso il cane di prima mattina riferisce che in adiacenza alle mura si trovano pezzi di pietre, di laterizi e di cemento che poi, il pomeriggio, sono regolarmente, e miracolosamente, scomparsi. Quanto si potrà andare avanti in questo modo, giocando a rimpiattino? Intanto, da oltre un anno, i turisti che vanno alla Torre a visitare il Museo degli strumenti antichi e quanti si recano per iniziative culturali a San Matteo degli Armeni vedono questo brutto spettacolo.

E, nelle card delle digitali, rimangono impressi quei mesti sbarramenti che impattano la prospettiva della Torre, traguardata da Monte Ripido. Ma si tratta proprio di un problema irrisolvibile? Se non si comincia a metterci mano, durerà “per omnia saecula saeculorum”.

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