Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Caso Suarez, il rettore Oliviero: "Mai percepito anomalie nell'organizzazione dell'esame"

Il magnifico testimone nel processo per il presunto esame farsa alla Stranieri sostenuto dal calciatore uruguaiano

Nessun segnale che per la prova ci fossero state delle forzature o che ci fossero delle anomalie. La raccomandazione a fare “tutto con la massima regolarità” come “presupposto”. Lo ha sostenuto il rettore dell’Università di Perugia, Maurizio Oliviero, chiamato a testimoniare nel processo per il cosiddetto caso Suarez, relativo al presunto esame farsa del calciatore uruguaiano. ono imputati l’allora rettrice dell’Università per stranieri., Giuliana Grego Bolli, l’ex direttore generale, e l’ex responsabile del centro di valutazione e certificazioni linguistiche dell’Ateneo, Stefania Spina Il rettore dell’Unipg, secondo quanto ricostruito, era stato il tramite tra la Juventus, a cui Suarez sarebbe dovuto andare, e l’Università per stranieri di Perugia, dove si svolgono regolarmente esami di lingua per il livello necessario al conseguimento della cittadinanza italiana. Oliviero, come confermato dallo stesso e risultante dalle intercettazioni telefoniche, aveva contattato il direttore generale della Stranieri, Simone Olivieri, per chiedere se fosse calendarizzata una prova nel settembre del 2020, quando poi venne sostenuta effettivamente, il 17, da Suarez.  “Contattai prima di tutto il dg per sapere se ci fosse un esame di lì a poco, poi avvertì della possibilità la rettrice, Giuliana Grego Bolli, per correttezza istituzionale”, sottolineando, ha precisato il rettore rispondendo alle domande del pm Paolo Abbritti, come quella dell’esame di un noto calciatore “fosse una bella opportunità anche di immagine per l’ateneo”, ma “da parte mia nessuna indicazioni su chi avrebbe dovuto seguire la pratica”. Il rettore ha, inoltre, spiegato di essere stato contattato da Federico Cherubini, allora dirigente bianconero “perché tra noi c’è una conoscenza anche perché lui è umbro e, come spesso succede, quando si parla di università a Perugia si pensa a noi, piuttosto che alla Stranieri. Gli spiegai che il nostro ateneo non si occupava di questo tipo di procedure, ma che mi sarei informato. E così feci”. Sul contenuto di alcune conversazioni captate, tra il rettore e Olivieri, che era indagato per un'altra vicenda e per questo il suo telefono era tenuto sotto controllo, Oliviero ha spiegato come si trattasse "di conversazioni in completa leggerezza" perchè, ha spiegato ancora, non ravvisava nella vicenda dell'esame alcunché di eccezionale. 

Il processo riprenderà il 15 settembre.

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