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Caso Suarez, il bomber uruguaiano sentito dai pm perugini

Il calciatore ha risposto alle domande del pool guidato da Raffaele Cantone

Luis Suarez sentito come persona informata dei fati dal procuratore Raffaele Cantone e i sostituti Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti. Il bomber uruguaiano al centro della bufera che ha investito l'Università per stranieri, è stato ascoltato come persona informata dei fatti nell'ambito dell'inchiesta che ruota intorno alla sua prova d'esame d'italiano, quella che gli è valsa la certificazione B1 utile per ottenere la cittadinanza italiana in vista di un trasferimento alla Juventus la scorsa estate. 

Prestito poi non finalizzato, mentre la Guardia di finanza entrava a Palazzo Gallenga, sede dell'Unistra, per sequestrare computer, telefoni e documenti vari nella disponibilità dell'ex rettore Giuliana Grego Bolli, dimessasi alcuni giorni fa, dell'ex direttore generale Simone Olivieri, ora sostituito da Francesco Lampone, dei professori Stefania Spina e Lorenzo Rocca (che alla fine di ottobre ha presentato le sue dimissioni, esecutive da gennaio). Nell'inchiesta sul presunto esame farsa - per gli inquirenti concordate domande e risposte, anticipate al candidato che avrebbe usufruito di una sessione creata ad hoc - indagati anche il manager della Juventus Fabio Paratici e i legali del club Luigi Chiappero e Maria Turco.

L'interrogatorio di Suarez si è svolto in videoconferenza e sarebbe servito agli inquirenti per ricostruire le dinamiche intorno alla prova d'esame, le lezioni preparatorie e lo scambio di mail con i docenti. Per l'accusa, via mail il calciatore avrebbe ricevuto il pdf con le domande in anticipo.

Sull'esito del confronto c'è il massimo riserbo.  

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