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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Caso Palamara, la Procura generale contro l'assoluzione dell'ex magistrato Fuzio

Era accusato di rivelazione di segreto, ma le sue condotte erano state ritenute dal gup non illecite

La Procura generale di Perugia ricorre contro l'assoluzione dell'ex procuratore presso la Corte di Cassazione, Riccardo Fuzio che il gup di Perugia aveva assolto dall'accusa di rivelazione di segreto d'ufficio a favore di Luca Palamara. 

Lo stesso procedimento, il 23 luglio scorso, ha portato al rinvio a giudizio di Palamara e Adele Addisani con l'accusa di corruzione. Condannato a un anno e sei mesi, dopo patteggiamento, l'imprenditore Maurizio Centofanti che, secondo l'ipotesi accusatoria, grazie alle conoscenze di Palamara sarebbe stato introdotti "a incontri pubblici o riservati cui presenziavano magistrati, consiglieri del Csm e altri personaggi pubblici con ruoli istituzionali e nei quali si pianificavano nomine ed incarichi direttivi riguardanti magistrati, permettendo in tal modo a Centofanti di accrescere il suo ruolo e prestigio di lobbista”. Tutto questo, sempre secondo i rilievi della Procura di Perugia che è competente in questi casi, in cambio di varie utilità. Per Palamara e Attisani si è aperto il processo lo scorso 15 novembre. 

Secondo la sentenza del tribunale perugino, ricorda il procuratore generale di Perugia, Sottani, “la rivelazione delle notizie apprese da Fuzio in data 3 aprile 2019 quale componente del Comitato di Presidenza del Csm non erano coperte da segreto d’ufficio, in quanto ancora non secretate dal Csm, per cui si è ritenuto che il fatto non sussiste. Per quanto riguarda invece le altre notizie, rivelate in un incontro serale tra i due magistrati il 9 maggio 2019, il fatto doveva ritenersi di particolare tenuità, in quanto il dottor Fuzio era stato avvicinato dal Palamara con uno stratagemma e che comunque i fatti rivelati da Fuzio non assumevano un particolare rilievo, in quanto in gran parte già conosciuti, per altra via, da Palamara”.

La Procura Generale di Perugia contesta entrambi i presupposti e, di conseguenza, ha impugnato la sentenza davanti alla Corte d’Appello di Perugia.

“Per un verso – spiega ancora Sottani - con riferimento agli atti conosciuti dall’allora procuratore generale della Cassazione Fuzio, quale membro di diritto del Comitato di Presidenza del Csm, l’aver comunicato a Palamara per telefono le notizie, intorno alle ore 10.30 della mattina del 3 aprile 2019, ha costituito violazione del segreto a cui il magistrato era comunque tenuto, considerata anche la successiva secretazione di quegli atti.

Dall’altra, con riguardo al colloquio serale intorno alle ore 22 del 9 maggio 2019, lo stesso non è avvenuto, ad avviso della Procura Generale, all’insaputa dell’allora alto magistrato Riccardo Fuzio, ma è stato preceduto da particolari accortezze per la fissazione dell’orario dell’incontro, quali l’uso da parte di Palamara di cellulari non intestati né utilizzati dallo stesso, ma nella disponibilità di due altri magistrati. Ciò proprio per evitare la possibile tracciabilità del loro pregresso accordo”.

L’aver ritenuto, da parte del giudice perugino, che il fatto fosse di particolare tenuità, conclude il procuratore generale Sottani  “non sembra aver colto l’oggettiva gravità della vicenda”.

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