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Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca

Narducci, Cassazione riapre processo: il doppio cadavere e il giallo Mostro di Firenze

Ha accolto in parte i ricorsi sia della moglie del medico perugino che della Procura di Perugia dopo il proscioglimento di 20 indagati per associazione a delinquere, doppio cadavere altri reati. E' il più grande mistero umbro

Non c'è ancora una verità ufficiale sulla morte di Francesco Narducci: il medico perugino scomparso al Lago l'8 ottobre del 1985 (unica certezza), che le voci, molti testimoni (spesso non creduti come nella sentenza Mostro Ter a Firenze) e l'impianto investigativo del Pm Giuliano Mignini e dell'ex capo del Gides Giuttari vorrebbe implicato nel giro fiorentino e tra l'altro ucciso dagli stessi per farlo tacere.

I magistrati della suprema Corte di Cassazione hanno deciso - sentito anche il parere favorevole del Pg - che il caso deve essere riaperto e che quindi il proscioglimento (in parte) dei venti indagati  deve essere annullato dopo la sentenza del Gup del 2010. Alcuni reati sono stati prescritti ma altri aspetti sono da perseguire. Decade però l'associazione a delinquere promossa, secondo la Procura, dal padre di Narducci che ha accolto commosso la fine dell'accusa che lo vede come uno degli artefici. Un aspetto però centrale sulla morte del medico dato che è direttamente legato all'ipotesi del doppio cadavere. Da qui anche la soddisfazione del legale della famiglia Narducci, Francesco Falcinelli che parla invece di una verità ormai definitiva: "E' morto per suicidio: è ufficiale dopo la decisione della Cassazione di non toccare il proscioglimento degli indagati sull'associazione a delinquere legata al doppio cadavere" 

Difficilmente, nonostante il nuovo procedimento, si potrà capire cosa possa essere realmente successo oppure non successo dopo l'8 ottobre del 1985 (una semplice disgrazia condita da voci di Paese) e forse anche prima (le implicazioni con il Mostro, i viaggi fiorentini, la presunta lettera di ammissione mai trovata).

Sarebbe stato necessario capirlo una volta per tutte anche per la famiglia e forse anche per la memoria del medico perugino se sarà accertata la sua totale estraneità da qualsiasi sospetto. La difesa ha sempre parlato di un suicidio forse per un male oscuro o fisico che affliggeva il brillante professore neanche 40enne. E' il mistero, presunto, più grande della piccola Umbria ed è legato al più grande mistero italiano solo in parte risolto (i compagni di Merenda condannati) quello del Mostro di Firenze che dal 1974 in poi ha fatto strage di vittime. Infatti si cercano ancora i mandanti qualora ci fossero; quelli che pagavano la banda di Pacciani misteriosamente benestanti.

C'è anche un altro elemento che in queste settimane ha fatto molto rumore anche senza grandi certezze: è stata ritrovata una pistola - in un deposito delle forze dell'ordine - che potrebbe essere compatibile con quella beretta calibro 22 che ha ucciso le coppiette. Ce ne sono 4 con i primi numeri della matricola (che era stata cancellata) tirati fuori con nuove tecniche. Tre però sono ancora in circolazione e regolarmente denunciate. Ma potrebbe essere un'arma che è stata assemblata. Il mistero resta comunque fortissimo. La Cassazione quindi ha rispedito il fascicolo di indagine al Gup di Perugia che ora dovrà riesaminare il caso. 

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