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Sentenza Meredith ed è subito polemica, la causa? Un'intervista poco gradita

E' apparsa oggi - 1 febbraio - l'intervista che ha rilasciato il presidente della Corte d'assise d'appello di Firenze Nencini su la sentenza Meredith. I legali di Sollecito sono già scesi in campo

Si urla allo scandalo, anzi no. Si urla al senso di giustizia e, in questo caso, anche di “buon gusto”. Quella intervista rilasciata infatti dal presidente della Corte d'assise d'appello di Firenze Nencini non è stata affatto gradita dagli avvocati di Raffaele Sollecito, Giulia Bongiorno e Luca Maori.

Lo scambio di battute è apparso questa mattina – 1 febbraio – su il Corriere della Sera. Battute che commettano la strategia difensiva di Sollecito. I legali con una nota congiunta dichiarano: “Ci chiediamo innanzitutto se parla a nome di tutti i giurati e se la frase sul mancato interrogatorio di Raffaele Sollecito significa che, se avesse accusato Amanda Knox, sarebbe stato assolto”.

E mentre il disappunto cresce, i due legali pare che urlino già vendetta: “In ogni caso, ricordiamo a tutti che ai magistrati compete il potere di giudicare, non quello di intromettersi nelle scelte della difesa e di commentarle pubblicamente. Nei prossimi giorni valuteremo  le iniziative da intraprendere".

Gli avvocati Maori e Bongiorno affermano infine: “La moda delle interviste sulle camere di consiglio scredita l'intera magistratura, ma rilasciare un'intervista dopo una sentenza di condanna è semplicemente inammissibile".

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