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Meredith, è morto il testimone clochard: appello per finanziare il funerale

Antonio Curatolo è morto dietro le sbarre del carcere di Spoleto. Dopo la ribalta del processo, ora era rimasto solo, poverissimo e malato. L'avvocato si appella alle istituzioni per pagare una sepoltura dignitosa

 

Quando infuriava il caso dell'omicidio di Meredith Kercher era stato "il personaggio" più intervistato, ascoltato, creduto e accusato di calunnia dell'interno processo. Ora Antonio Curatulo, tossicodipendente e per scelta di vita clochard, rischia di non avere nessuno per una dignitosa sepoltura dopo la morte avvenuto in questi giorni nel carcere di Spoleto dove era stato recluso per una condanna definitiva. Il super-testimone che ha collaborato con la magistratura per il caso Meredith - aveva visto Amanda e Raffaele la sera del delitto a pochi passi dalla casa di via della Pergola…anche se la ricostruzione non era proprio limpida - deve sperare in un atto di civiltà del Comune di Spoleto e di Perugia per poter trovare pace sottoterra.

Curatolo non aveva nessuna risorsa economica; per un breve periodo aveva vissuto in un appartamento di Corso Cavour dove l'affitto era pagato da alcuni amici e giornalisti che volevano aiutare questo 56enne già messo male dal lato della salute. L'appello per una sepoltura dignitosa è stato lanciato dall'avvocato Fernanda Cherubini. Il Curatolo aveva collaborato con la magistratura anche con altri casi di omicidio a Perugia: il delitto Dridi e l'omicidio dell'affittacamere Maria Scota.  "Purtroppo vivendo in strada - aveva detto prima della sentenza in primo grado del caso Meredith - ti trovi in mezzo a queste storie…".

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