Caso Marra, chiesta assoluzione del presunto complice di Bindella: "Non erano amici, non gli doveva niente"

Oggi si è tenuta una nuova udienza sul caso della 25enne scomparsa dieci anni fa. Nessun corpo ma due imputati, ecco perchè, secondo la difesa, il finanziere accusato di favoreggiamento è innocente

E’ il giorno dell’arringa. Davanti al collegio si è tornati nuovamente a parlare del caso di Sonia Marra, la studentessa che scomparve da Perugia, il 16 novembre 2006, senza lasciar traccia. In aula erano presenti come sempre i genitori di Sonia e la sorella,  oltre che gli imputati Bindella e Galluccio.

Ieri sono passati dieci anni: di interrogativi, dolore per i suoi cari, ombre e dubbi volti a chiarire un mistero ancora senza soluzione: la giovane è scomparsa volontariamente, o è stata uccisa? Non è mai stato ritrovato un corpo, ma per l’Accusa i colpevoli ci sono: il Pm Petrazzini, nella scorsa udienza, al termine della sua requisitoria,  ha chiesto per Bindella, accusato dell’omicidio di Sonia, 24 anni di carcere, per l’amico finanziere Dario Galluccio, tre anni, accusato di averlo aiutato a crearsi un alibi.

Ma, secondo gli avvocati Francesco Falcinelli e Francesco Loreti, Gallucci non avrebbe nulla a che fare con la scomparsa di Sonia. “E’ solo andato a prendersi una birra con la persona sbagliata, nel momento sbagliato”. Il finanziere è stato iscritto nel registro degli indagati, poi è stato rinviato a giudizio, ma senza nessuna prova. "Chiediamo l'assoluzione per non aver commesso il fatto" Sono queste le parole dei suoi legali, impegnati a far luce sulla vicenda del loro assistito, su cui da anni pende un fardello: essere accusato di favoreggiamento nell'omicidio della povera studentessa. 

Perché mai, sottolinea la difesa, un giovane con un futuro brillante davanti a sé, prossimo alla laurea in Giurisprudenza, “dalla parte della giustizia” anche per via del suo lavoro all'interno della Guardia di Finanza, avrebbe dovuto coinvolgersi in questa vicenda?

Ma veniamo all’amicizia tra i due imputati: secondo i suoi legali, i rapporti tra Bindella e Galluccio sarebbero stati sporadici, avvenuti non più di cinque volte. Semmai venisse dimostrata la tesi accusatoria di favoreggiamento, di cui il Pm ha chiesto tre anni di reclusione, perché avrebbe dovuto aiutare una persona con la quale praticamente non era legato da nessun sentimento di amicizia? 

Caso Marra: "Aiutò l'omicida a crearsi un alibi", il pm chiede tre anni per favoreggiamento

Anche il Pm, questo aspetto, non lo ha mai chiarito. Non sono chiari i rapporti tra i due-aveva infatti  ribadito il Pm in aula, non c'è ancora nessuna spiegazione del perché Galluccio avrebbe dovuto rischiare di entrare in una vicenda giudiziaria e rischiare di compromettere la  carriera da finanziere. "Restano le discrepanze delle testimoniane riportate dal finanziere, tali da indurlo a credere di aver “coperto l’amico”.

Caso Marra, il Pm chiede 24 anni di carcere per Bindella: "Omicidio"

Ed è proprio su questo punto che l'arringa si concentra: "Non c'è nessun movente tale da da spiegare la presunta condotta di Galluccio. Il Galluccio, sottolinea ancora la difesa, è stato rinviato a giudizio per la presunta violazione dell’articolo 412, ovvero occultamento di cadavere, poi circoscritto dall’accusa alla sola contestazione di favoreggiamento. Tesi queste, assolutamente infondate per i suoi legali.

Il caso Sonia Marra: a nove anni dalla scomparsa ancora troppi lati oscuri

Il finanziere fu sentito dai carabinieri il 7 dicembre 2007, ovvero ben 21 giorni dopo la scomparsa di Sonia. E raccontò di aver sì, incontrato Bindella dalle 21 alle 23, ma di non aver mai sentito parlare della giovane. Fu risentito tre anni dopo ancora, e lì emerge qualche discrepanza con le informazioni rilasciate al primo interrogatorio “Plausibile, secondo la difesa, dopo tutto quel tempo. Impossibile ancora, ricordarsi dei dettagli su quell’incontro con il Bindella”. E proprio su quest’ultimo incontro che l’arringa pone l’accento: “Fu sentito dai suoi superiori, e per questo, forse pervaso dall’ansia di manifestare ogni suo ricordo ed impressione, anche se talvolta, confusamente espressi".

Insomma, per la difesa Galluccio è innocente. Ora si tornerà in aula il 24 novembre con l'arringa della difesa, questa volta del principale accusato: Bindella. 

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