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Scommesse sportive truccate, Goretti resta il direttore sportivo del Perugia

Goretti, evidentemente scosso, racconta in poche frasi la sua versione: "Questa è una questione personale e il Perugia è totalmente estraneo a queste vicende. Ho letto sui giornali del mio presunto coinvolgimento in chat e messaggi, ho letto supposizioni giornalistiche. Devo aspettare per far sì che venga ristabilita la verità dei fatti"

“Roberto Goretti, per il momento, resta il nostro direttore sportivo”: in questo modo si apre, un po’ a sorpresa, la conferenza stampa del presidente del Perugia Massimiliano Santopadre e di Roberto Goretti, da ieri al centro di uno dei tanti filoni di inchieste sul calcioscommesse. Prosegue il massimo dirigente biancorosso, senza mezze misure: “Da presidente del Perugia Calcio non sarei a posto con la coscienza se lo mandassi via in questo momento. Aspettiamo di vedere come andranno le cose e se verrà condannato sarò il primo a dargli un calcio in culo” .

Poi tocca al diretto interessato dire la sua, dopo essere stato letteralmente travolto dalla bufera di questi giorni: “Non sono ancora stato accusato di nulla, da nessuno, e quindi non sarei tenuto a difendermi. Ma ci tengo ad essere qui, per rispetto verso il presidente e i tifosi. Io sono di Perugia, per me Perugia rappresenta un valore”. 

Goretti, evidentemente scosso, racconta in poche frasi la sua versione: “Questa è una questione personale e il Perugia è totalmente estraneo a queste vicende. Ho letto sui giornali del mio presunto coinvolgimento in chat e messaggi, ho letto supposizioni giornalistiche. Devo aspettare per far sì che venga ristabilita la verità dei fatti. Il sottoscritto non ha venduto, comprato o combinato partite di calcio. Quello che ho letto sui quotidiani sono delle stupidaggini, delle leggerezze che si sono verificate 6-7-8 anni fa, quando non ero a Perugia e non ero ancora un dirigente. Per questo mi sento di continuare a fare il mio lavoro se il presidente e la società lo vorranno. Mi aspetto di poter chiarire dinanzi alla Procura tutte gli episodi in cui sarò coinvolto”. Dopodiché il diesse restituisce il microfono a Santopadre ed esce di scena, preferendo non sottoporsi alle domande dei giornalisti, almeno non in questo momento in cui la vicenda è in fieri.  

Spetta quindi a Santopadre sottoporsi ai quesiti dei presenti, non prima però di aver ricordato che “il Perugia è totalmente estraneo alle vicende che stanno riguardando Goretti, ci siamo informati anche presso la Federazione. Quello di cui stiamo parlando è avvenuto nel 2007, quando Roberto non era neanche un dirigente”. E aggiunge, appellandosi ai giornalisti e a tutto il popolo del Grifo: “Vi chiedo solo una cosa: rifidatevi del mio istinto, ora c’è la partita di Lanciano. È un momento molto delicato, da oggi non parlerò più di Goretti, perché le mie forze si devono concentrare sulla squadra, spero solo che adesso non si crocifigga la persona”. 

Prima di entrare in conferenza stampa il presidente è stato visto dialogare con un gruppo di supporter accorsi allo stadio, preoccupati che ciò che accadrà a Goretti avrà ripercussioni sul campionato del Perugia: “Stavo parlando coi tifosi della problematica, ma in questo momento chiedo un ulteriore atto di fiducia. Sapete che la squadra ha in rosa tre giocatori che sono stati squalificati, ma per omessa denuncia, non per atti illeciti riguardanti il calcioscommesse; vi chiedo quindi di andarvi a leggere le carte. Ad ogni modo, questi sono due fatti separati”.

A chi gli domanda se questa situazione complicherà le cose all’interno dello spogliatoio e se Goretti lo avesse informato degli errori commessi in passato, Santopadre risponde: “Dipende dai giornalisti e dalla gente comune se la squadra non verrà toccata da questa vicenda. Sì, Roberto mi aveva comunicato della possibilità di questa cosa, qualche tempo fa, e gli ho detto che il problema lo avremmo affrontato quando si sarebbe presentato. In questo momento su questa vicenda non possiamo essere né giudici né avvocati”.

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