Caso Dentix, spiragli di speranza per i clienti: "Si può riavere indietro quanto pagato alla finanziaria"

Intanto l'Associazione Unione Nazionale Consumatori avvisa fin d’ora le finanziarie che "in caso di pratiche commerciali scorrette scatterà istantaneamente un esposto all’Antitrust"

Una buona notizia per tutti quei clienti che, per fa fronte alle cure dentali, si erano affidati alla catena di cliniche odontoiatriche Dentix, chiuse per l’emergenza Covid-19 e mai riaperta. Un vero calvario per chi si era rivolto alle finanziarie stipulando contratti di credito per poter pagare le spese delle cure, ma anche per chi non era riuscito a completare i lavori. Una questione finita anche sotto la lente d’ingrandimento dell’Unione Nazionale Consumatori dell’Umbria, che è scesa in campo con la forza della propria rappresentanza nazionale per venire incontro alle esigenze dei clienti.

L’avvocato Damiano Marinelli (presidente dell’associazione) e l’avvocato stabilito Andrea Felicetti ricordano infatti ai consumatori “che l’art 125 quinquies del Testo Unico Bancario (D.lgs n. 385/1993) consente al consumatore, nei contratti di credito collegati, in caso di inadempimento da parte del fornitore dei beni o dei servizi, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore, di risolvere il contratto di credito”. Ciò significa che, come spiega l’associazione, la risoluzione comporta anche l’obbligo della finanziaria di rimborsare al consumatore le rate già pagate, anche se l’importo è già stato versato alla Dentix.

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“A livello nazionale l'Associazione avvisa fin d’ora le finanziarie che in caso di pratiche commerciali scorrette scatterà istantaneamente un esposto all’Antitrust. Si chiede al ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, di convocare subito i vertici della società e aprire un tavolo di confronto. Non è possibile che i consumatori siano abbandonati a se stessi” – tuona l’associazione”.

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