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Mafie a Perugia, Calabrese sotto-assedio: "Le spaccate? Anomale e in molti pensavano fossero intimidazione"

L'assessore comunale non arretra e cita i propri dati per spiegare meglio le sue parole che avevano suscitato scandalo nel mondo del centrosinistra. "Le infiltrazioni sono una peste che noi, prima dall'opposizione e ora oggi in maggioranza, vogliamo combattere prima che diventi una epidemia"

"Le spaccate in serie in centro, per lo meno anomale, sono state vissute come forma di intimidazione da chi lavora e vive in centro. Io ho voluto dare il mio contributo da amministratore. Un segnale civico: io e l'amministrazione comunale stiamo e staremo vicini sempre a coloro che si sentono colpiti perchè nessuno deve sentirsi solo. Questo sta alla base nel creare gli anticorpi contro le mafie": lo ha affermato l'assessore Francesco Calabrese nella replica durante la discussioni sulle sue affermazioni tra criminalità organizzata a Perugia e il passato potere gestito da 70 anni del centrosinistra.  

Calabrese non rinnega le sue dichiarazioni ma vuole che si dia la giusta lettura senza strumentalizzazione. "Perugia è un luogo strategico per lo spaccio al minuto e al dettaglio nella geografia criminale. Nel 2005 c'è stato l'omicidio della 'ndrangheta a Ponte Felcino, poi tutte le altre indagini con arresti su camorra, mafia e 'ndrangheta.  Non è un caso che il nuovo Patto per la sicurezza, da sperimentare a livello nazionale, parta da Perugia per far diventare un territorio inospitabile alle mafie. Il covo freddo è diventato caldissimo e la nostra è una reazione civile a tutela della città".

L'assessore si toglie anche qualche sassolino ricordando le battaglie storiche sulla sicurezza del centrodestra: "Vent'anni fa trovammo le firme per istituire il primo consiglio comunale aperto a tutti sulla sicurezza: noi ci battevamo come primo punto sulla lotta alle infiltrazione della mafie, mentre la maggioranza, il centrosinistra, ribadiva che erano fantasie, rischi improbabile. I fatti ci hanno dato purtroppo ragione. Rosi Bindi, a Perugia come rappresentante della commissione anti-mafia, ha detto: 'che se la mafia si è radicata nel centro-nord è perchè si è negato il loro assalto'. Detto tutto questo spero che oggi si possa rileggere la mia intervista nella giusta ottica"

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