rotate-mobile
Cronaca

Accudisce l'anziana madre ammalata e lavora poco, si ritrova per strada e con la casa pignorata

La donna, che lavorava come badante, ha avuto sempre meno impieghi, poi ha dovuto affrontare la morte della madre, sepolta a spese del Comune, e non ha potuto far fronte alla quota condominiale

Era arrivata in Italia con la speranza di costruirsi un futuro, ma poi le cose sono andate male ed è finita nella categoria dei fantasmi sociali, degli ultimi che non riescono a provvedere a loro stessi.

Una signora straniera, assistita dall’avvocato Marco Geremia, era venuta in Italia, a Perugia, per lavorare come assistente familiare. Aveva subito trovato lavoro e con il tempo si era sistemata, mandato soldi a casa e poi era riuscita anche a portare la madre in Italia, in quanto bisognosa di cure. Aveva anche acquistato un piccolo appartamento, due stanze, una cucina e il bagno, con una rimessa. In questa casa la donna viveva con la madre.

Il Covid e la crisi economica hanno tolto tutto a questa donna. Con la pandemia e le sue restrizioni ha lavorato sempre meno. Poi la madre è peggiorata e ha avuto bisogno di continua assistenza, tanto che la donna non poteva allontanarsi da casa se non per poco tempo per fare la spesa o andare dal medico. La madre è poi morta, ma la figlia non aveva neanche i soldi per farle il funerale, tanto che è stata sepolta a spese del Comune. Anche la signora è diventata, di fatto, indigente, venendo presa in carico dal servizio sociale del Comune di Perugia e destinataria di reddito di cittadinanza. "Tali difficoltà economiche, come comprensibile, non le hanno consentito più di far fronte con regolarità al costo della vita, e dunque anche di provvedere al pagamento puntuale degli oneri
condominiali" si legge nell'opposizione al pignoramento presentato dall'avvocato Geremia.

Poi è arrivato il colpo ancora più duro: la procedura di espropriazione immobiliare per la quota del condominio non pagata. Un debito di quasi 2mila euro che ha fatto scattare le operazioni di recupero con pignoramento ed espropriazione. Esecuzione che, senza dilazioni o cavilli giuridici a cui appellarsi, potrebbe portare la donna in mezzo alla strada a fine mese quando verrà dato corso alla "esecuzione del pignoramento immobiliare dell’abitazione della ricorrente e della relativa autorimessa pur vantando a credito la modica somma di poco più di 1.500 euro, precettata per l’importo maggiore di 2.355 euro, dunque per una somma (a quella data) addirittura inferiore alla valutazione del solo garage, che il CTU stimerà pari a 3.000 euro". La donna, infine, ha chiesto un prestito per poter far fronte alla situazione debitoria della quota condominiale (per la quale ha comunque versato negli ultimi mesi delle cifra, minime, ma che hanno abbassato l'ammontare del debito, e così salvare la casa.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Accudisce l'anziana madre ammalata e lavora poco, si ritrova per strada e con la casa pignorata

PerugiaToday è in caricamento