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Minacce contro i massoni, portone e targa ripuliti dopo il raid notturno

I segni di falce  e martello dal portone sono completamente scomparsi. Le scritte in nero sulla targa marmorea sono state invece approssimativamente rimosse, ma restano visibili

Scritte sul portone e sulla targa della casa massonica in corso Cavour 97. I segni di falce  e martello dal portone sono completamente scomparsi. Le scritte in nero sulla targa marmorea sono state invece approssimativamente rimosse, ma restano visibili. “Probabilmente – dice un esperto – non basterà nemmeno l’uso di un potente sverniciatore, dato che perfino il marmo e il granito, che sembrano pietre compatte, sono permeabili ai pennarelli indelebili e quella scritta è ormai penetrata in profondità”. Ma il buon Salem, custode e manutentore del Tempio, ha fatto del suo meglio.

Pazienza. Una pietra si può rifare, ma i malandrini possono sempre imbrattarla  di nuovo. Con qualche rischio in più. “Quello che brucia – dice un “fratello” – è lo sfregio, più che le minacce”. La città, e gli stessi fratelli massoni hanno appreso la notizia leggendola sulle colonne di Perugia Today. Infatti chi scrive l’ha individuata nelle prime ore del mattino, mentre, al Borgo Bello, parlava con lo storico perugino Enzo Marcaccioli e con la sua signora. Poi il lancio della notizia e la sua ampia diffusione.

Stamattina era  quasi tutto a posto. Non è stato pulito lo sportello metallico con la scritta “occhio ai galetti”. La misteriosa frase  potrebbe far riferimento alla figura di tal Galetti, personaggio anarchico dell’Ottocento. Questo della pista anarchica si presume un percorso fruttuoso anche per quanti sono impegnati nelle indagini. Difatti c’è chi sostiene convintamente che anche l’episodio della sparizione della corona massonica, deposta alla mezzanotte e un minuto del 20 giugno, potrebbe essere riferibile al mondo (invero “boccheggiante”) dell’anarchia perugina.

Quel che è certo che chiunque abbia perpetrato il misfatto è un approssimativo: lo rivela la confusione dei simboli. Il logo di Potere operaio è errato. Così come quello delle Brigate rosse, al posto del quale doveva forse esserci la A di “anarchia”, non la stella. Insomma: operatori delinquentucci e poco studiosi. Peraltro, l’esame dei filmati della vicina caserma  dei carabinieri e dei pompieri potrebbe fregarli. Senza contare che lo sfregio è stato compiuto a pochi passi da via della Cuccuina, dove (al numero 2) ebbe sede la prima “vendita” carbonara di Perugia, certo in chiave massonica, quanto meno per questioni di segretezza. Ma, tutto questo, quegli ignorantoni e confusionari di imbrattatori non lo sanno di sicuro.

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