Cronaca

Comune ordina la demolizione della casa abusiva, ma il Tar blocca tutto: "Ci vive un disabile"

Secondo i difensori "se la sua abitazione venisse demolita, posto che è ormai abituata a vivere in quegli spazi" porterebbe ad un aggravamento delle condizioni psicologiche

Il Comune di Perugia ordine la demolizione di una casa, ma il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria concede la sospensione cautelare del provvedimento in quanto nell’abitazione vive una persona con gravissime patologie.

Il Comune di Perugia, dopo un sopralluogo, ha contestato ai proprietari dell’immobile di campagna di aver costruito un “edificio di civile abitazione ad unico piano posto a 12 metri di distanza dal fabbricato principale”, l’unico esistente nelle mappe catastali e di aver anche costruito “due piani fuori terra, di cui il superiore mansardato” adibito a rimessaggio, sfruttando quella che era una tettoia negli anni ‘60. tra gli abusi contestati anche una voliera e un pergolato.

I proprietari dell’immobile, assistiti dagli avvocati Giovanna Scarcia e Daniele Fantini, hanno presentato ricorso al Tar sostenendo che l’immobile che il Comune ritiene abusivo e che andrebbe demolito, in realtà è occupato dalla figlia, invalida al 100% e seguita dall’Usl per patologie che hanno portato ad una infermità conclamata e permanente, non più revisionabile.

Secondo i medici che l’hanno in cura, la figlia dei proprietari dell’immobile “necessita di condizioni di vita stabili ed il più possibile tranquille, poiché situazioni ambientali stressanti potrebbero determinare un peggioramento delle sue condizioni cliniche e riacutizzazioni caratterizzate dal peggioramento del tono umorale, stati ansiosi, disturbi del sonno e del contenuto del pensiero”. Vivere in maniera autonoma, a pochi metri comunque dai genitori, è considerato elemento primario nella cura e nell’assistenza. Per questo “la demolizione dell’unità immobiliare descritta sarà una certa causa di peggioramento delle sue condizioni, già gravi e compromesse” costituendo un rischio di aggravamento delle condizioni “se la sua abitazione venisse demolita, posto che è ormai abituata a vivere in quegli spazi, riconoscendo quell’ambiente con un suo spazio vitale e trascorrendo in casa gran parte del suo tempo”.

I giudici amministrativi, senza entrare nel merito delle questioni edilizie che verranno affrontate a settembre, ha concesso la sospensione del provvedimento “alla luce della situazione abitativa e famigliare dei ricorrenti, nonché della preannunciata presentazione di istanza di sanatoria/accertamento di conformità delle opere contestate”.

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