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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Chiusura dei siti illegittima, società di cartomanzia fa causa alla Questura e chiede un risarcimento

Il Tribunale amministrativo dell'Umbria respinge il ricorso: "Avrebbero dovuto chiedere la misura cautelare nel momento in cui era stata disposta la chiusura dei servizi"

La società che fornisce servizi di cartomanzia viene chiusa dal questore di Perugia, con sospensione dell’attività. Dopo due anni, però, una sentenza del Tribunale amministrativo annulla quel provvedimento. E allora scatta una richiesta di risarcimento al Ministero dell’Interno per i mancati introiti derivanti dalla chiusura.

La società di cartomanzia difesa dagli avvocati Maurizio Politi e Alessandro Bovari, ha citato davanti al Tar dell’Umbria il Ministero “per il risarcimento dei danni derivati e derivandi all’odierna ricorrente in conseguenza degli atti – tra cui, in primis, il decreto di cessazione dell’attività, emesso in data 5.8.2017 dal Questore di Perugia e notificato alla ricorrente in data 9.8.2017, con cui il Questore ha ordinato la cessazione dell’attività di cartomanzia telefonica esercitata dalla società istante”. Provvedimento annullato dal Tar Umbria e poi dal Consiglio di Stato.

Secondo la società di cartomanzia il decreto del questore era illegittimo in quanto l’amministrazione statale “avrebbe necessariamente dovuto compiere un’adeguata istruttoria sulle specifiche modalità di svolgimento dell’attività del cartomante, la quale può tracimare nella sfera operativa del divieto solo qualora si traduca nella “speculazione sull’altrui credulità ovvero nello sfruttamento o alimentazione dell’altrui pregiudizio”. Secondo il Tar e il Consiglio di Stato non sarebbe stato questo il caso.

Quanto al risarcimento per i mancati introiti dovuti alla chiusura, però, i giudici amministrativi dell’Umbria hanno risposto di “no”, in quanto la società di cartomanzia avrebbe dovuto attivare “gli strumenti di tutela” previsti nel processo amministrativo, cioè chiedere un’istanza cautelare al giudice, con sospensione del provvedimento del questore fino alla camera di consiglio. Siccome questa richiesta non era stata fatta, a garanzia dell’attività, nulla è dovuto come risarcimento.

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