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Cronaca

Tessera del tifoso, legittima la richiesta di sottoscrizione per l'acquisto dei biglietti delle partite "a rischio"

Il Tar dell'Umbria respinge la richiesta di un comitato di tifosi dell'Arezzo in occasione delle limitazioni della partita al Curi

L’obbligo di sottoscrizione della tessera del tifoso per l’acquisto dei biglietti per le trasferte a rischio non è illegittimo. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria con una sentenza in merito al ricorso presentato da un gruppo di tifosi dell’Arezzo in occasione della partita di calcio Perugia- Arezzo del 21 aprile del 2024.

Per l’occasione la Questura di Perugia aveva disposto delle limitazioni nella vendita dei biglietti per il settore ospiti per questioni di sicurezza e ordine pubblico. Il Comitato ricorrente, che raggruppa parte della tifoseria aretina, aveva impugnato il provvedimento, prospettando in particolare l’illegittimità della prescrizione laddove prevedeva che per poter acquistare il biglietto del settore ospiti la sottoscrizione di una tessera di fidelizzazione entro la data del 16 aprile 2024.

Per il comitato di tifosi si trattava di una misura che “imponendo un onere retroattivo e quindi impossibile da soddisfare, sarebbe in realtà volta ad ostacolare la partecipazione dei tifosi aretini” e che “l’onere sarebbe comunque eccessivamente gravoso e sproporzionato rispetto alle effettive esigenze di tutela dell’ordine pubblico, già garantite dalla nominatività del biglietto”.

Il Tar respingeva l’istanza di misure cautelari monocratiche e l’incontro si svolgeva secondo le modalità prescritte. Secondo il comitato di tifosi, quindi, la decisione del Tribunale amministrativo non avrebbe più avuto ragione d’essere la cessazione della materia del contendere. L’Avvocatura dello Stato che assisteva la Questura, invece, ha sostenuto l’improcedibilità, che va a incidere sulla validità delle misure.

Il Collegio ha ritenuto utile definire il giudizio ritenendo che non è “venuta meno la validità o l’efficacia del provvedimento impugnato” e che c’è interesse “alla definizione del ricorso nel merito, con conseguente pronuncia di improcedibilità”. Il provvedimento impugnato è stato preso “in ragione della accesa rivalità tra le tifoserie interessate, dell’imposizione di analoghe prescrizioni nella partita d’andata” in virtù della “tendenziale prevalenza dell’interesse pubblico a garantire la massima sicurezza in occasione degli eventi sportivi”. Ne consegue che non si evidenziano “profili di illegittimità” nel provvedimento stesso, rigettando il ricorso del comitato di tifosi.

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