Caro Comune ti scrivo sulla sponsorizzazione del palazzetto: non cancelliamo la storia, chiamiamolo "Pala Evangelisti - Barton"

La proposta del nostro Sandro Allegrini elogia l'azienda perugina che ha investito per dare un futuro alla struttura sportiva, ma allo stesso tempo chiede di mantenere anche il vecchio nome... formando così un binomio...tra passato e presente

Cambiare nome alle cose non è una buona regola. Male ha fatto, dunque, il Comune di Perugia a togliere dall’intestazione del Palazzetto dello Sport la denominazione di Evangelisti. Bastava semplicemente aggiungere il nome della Barton, un’azienda sana, prestigiosa e identitaria. Insomma: Palazzetto dello Sport Evangelisti-Barton… e il gioco era fatto. Ma siamo ancora in tempo, senza far torto alla memoria di un grande perugino.

Una vicissitudine del genere ha colpito la toponomastica: l’errore storico di farle seguire le alterne vicende politiche del Paese. Così, piazza Piccola (Platea Parva) o delle Erbe o del Sopramuro o Costanzo Ciano (l’ammiraglio, non Galeazzo, genero di Mussolini) o Garibaldi è diventata Matteotti, dopo la caduta del Regime. Ora, non molti sanno chi è stato Giuseppe Evangelisti, decoratore e restauratore perugino di Porta Sant’Angelo. Costui fu sportivo, ciclista in specie, con vittorie straordinarie e folgoranti. Fu tra i fondatori del Veloce Club perugino. Amico di Guglielmo Miliocchi, fu convinto patriota: lottò anche per la libertà della Grecia, fu garibaldino, antifascista. Combatté nei Balcani contro i turchi, poi nella prima guerra mondiale, alle Argonne, ricevendo la Legion d’Onore.

È grave ignorare che presso la sede della Società di Mutuo Soccorso, in via dei Priori, è conservata la camicia rossa del capitano Evangelisti, una gloria cittadina da additare a esempio di coraggio e generosità (foto gentilmente fornita dall’amico Vanni Capoccia). Peraltro, l’intitolazione del palazzetto dello Sport al personaggio era coerente con la vocazione sportiva della zona.

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Anche il palazzo (che fu) della cultura, Palazzo Della Penna (la famiglia di chiamava Della Penna… e il “Della” è parte del cognome, non complemento di specificazione!) si chiamò Liomatic, dal nome dell’Azienda che sponsorizzava le attività che lì si svolgevano. Finita la sponsorizzazione, quel luogo è sempre Palazzo Della Penna. Perché il nome Liomatic era stato aggiunto a “Della Penna”. In questo caso, invece, il Palaevangelisti si chiamerà PalaBarton, spodestando dall’intitolazione il povero Evangelisti. Operazioni di questo genere non sono mai sensate. Anche perché, se domani la Barton dovesse lasciare, il Palazzetto resterebbe anonimo. E cambiare quel nome non si sarebbe rivelata una buona scelta.

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