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Sempre più poveri da aiutare corso della chiesa per i volontari degli ultimi: "Tante richieste, servono giovani"

Il direttore Caritas diocesana diacono Giancarlo Pecetti: "Accrescere la fede negli operatori per poter affrontare le sfide di questa epoca e l’ostilità verso lo straniero e il diverso"

" Anche per questo è necessario formarsi alla “scuola” dei poveri che vengono a bussare quotidianamente alle porte dei Centri di ascolto e di erogazione aiuti e servizi Caritas e delle strutture di accoglienza dove trovano ospitalità per medio-lunghi periodi famiglie, donne sole con figli e persone singole in gravi difficoltà non solo materiali». A sottolinearlo è il diacono permanente Giancarlo Pecetti, direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, nel tracciare un “bilancio” della giornata di formazione per volontari e operatori Caritas parrocchiali e degli Empori della Solidarietà tenutasi nel capoluogo umbro il 21 ottobre.

«E’ stata una giornata partecipata, che ha visto la presenza di 150 persone tra volontari e operatori, alcuni parroci, religiosi e religiose e diaconi permanenti – commenta il direttore –, con diversi interventi molto puntuali e pertinenti con sottolineature arricchenti in ognuno dei dieci gruppi di lavoro che hanno caratterizzato la seconda parte della giornata. C’è stata sintonia tra volontari Empori e Caritas parrocchiali su iniziative in corso e future. Ad esempio, la prima Giornata Mondiale dei Poveri del 19 novembre, su indicazione del cardinale Gualtiero Bassetti, sarà celebrata a livello diocesano a San Biagio della Valle, legando il messaggio di questa giornata con quello della giornata del Ringraziamento per i frutti della terra, frutti che vanno sempre più condivisi con chi ne è privo».

«Si è colta soprattutto la necessità di accrescere la fede negli operatori per poter affrontare le sfide di questa epoca e l’ostilità verso lo straniero e il diverso – commenta il diacono Pecetti –. E’ un aspetto preoccupante che traspare anche da persone che frequentano la Chiesa». Inoltre «è emersa la necessità di armonizzare alcuni interventi in collaborazione con enti locali e con coloro che operano a favore di persone disagiate (Croce Rossa, Confraternite, Comuni...)». Non mancheranno altre simili occasioni dove poter «condividere le varie esperienze – commenta sempre il direttore –, anche grazie alla programmazione di futuri incontri di formazione spirituale per Zone pastorali portate avanti da un presbitero e da un laico responsabile con cadenza massima bimestrale».
 

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