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Il cardinale Bassetti ad Assisi: "Non c' è pace senza il dialogo tra i popoli"

Il cardinale esorta i fedeli a vivere questa giornata in preghiera per la pace, facendo suo l’invito di papa Francesco

Il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, che interverrà il 20 settembre ad Assisi alla tavola rotonda “L’ecumenismo della carità”, nell’ambito dell’evento internazionale “Sete di pace. Religioni e culture in dialogo”, esorta i fedeli a vivere questa giornata in preghiera per la pace, facendo suo l’invito di papa Francesco.

Il porporato, sulle colonne de «L’Osservatore Romano», richiama «un aspetto decisivo dell’attuale situazione internazionale: la necessità del dialogo tra le religioni come elemento fondamentale per la risoluzione dei conflitti».

«Mai come oggi, infatti, possiamo affermare che non c’è pace senza dialogo – prosegue Bassetti –. In questo delicatissimo tornante della storia, quando il fenomeno delle migrazioni viene troppo spesso combinato in modo confuso con il terrorismo internazionale, la ricerca del dialogo rappresenta una strada controcorrente doverosa, coraggiosa e necessaria.

Occorre dirlo con chiarezza: la ricerca del dialogo, al contrario di chi soffia sul fuoco di un’opinione pubblica spaesata e impaurita, non è la resa di una civiltà stanca e pavida, ma è la posizione di forza di una cultura che non ha paura del confronto, che non teme di perdere la propria identità e non si nasconde dietro la costruzione di un muro. Il grande muro di Calais è solo l’ultimo esempio di una serie di barriere, simbolicamente sovrastate dal filo spinato, che stanno sorgendo in tutta Europa».

Ad Assisi, le religioni del mondo, tentano, con la forza della preghiera, di non far costruire muri tra i popoli creando ancor più dialogo, quel dialogo avviato 30 anni fa. Il cardinale Bassetti, nel suo articolo, ricorda il viaggio in Siria compiuto da papa Giovanni Paolo II nel 2001 e il discorso che pronunciò davanti alla Grande moschea degli Omayyadi di Damasco, «che oggi andrebbe riletto e meditato parola per parola – afferma il presule –. In quell’occasione, Giovanni Paolo II invitò gli insegnanti musulmani e cristiani a presentare ai giovani le loro religioni “come comunità in un dialogo rispettoso e mai più come comunità in conflitto”, quindi “a portare avanti il dialogo interreligioso tra la Chiesa cattolica e l’Islam” e infine a costruire “un modo nuovo di presentare le nostre due religioni, non in opposizione, come è accaduto fin troppo nel passato, ma in collaborazione per il bene della famiglia umana”. Occorre, dunque, educare le giovani generazioni al dialogo e alla pace».

«Un’educazione spirituale, come ha detto il patriarca di Costantinopoli, per “rompere il ciclo di violenze e ingiustizie” – conclude il cardinale Bassetti –. E per costruire, come ci ha lasciato in eredità Giorgio La Pira, una nuova primavera del mondo. Perché “i giovani sono come le rondini” e “sentono il tempo, sentono la stagione: quando viene la primavera essi si muovono ordinatamente, sospinti da un invincibile istinto vitale - che indica loro la rotta e i porti! - verso la terra ove la primavera è in fiore!”».

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