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Cronaca Capanne

Inchiesta, carceri Umbria: ogni giorno perdono la libertà 3 persone

Un convegno del Pd fa emergere i motivi del sovraffollamento delle strutture umbre: 1700 per 1134 posti, ma anche i costi sociali e in fatto di sicurezza il super lavoro degli agenti

Ogni giorno in Umbria perdono la libertà 3,5 persone (ovviamente è la media), ma di questi soltanto l'0,4 per cento è residente nei vari comuni umbri. Il dato è emerso nell'incontro organizzato dal Partito Democratico di Perugia che ha aperto una discussione su sicurezza sociale e carceri affollati.

Le quattro strutture di casa nostra hanno una capienza di 1134 posti dietro le sbarre, ma ad oggi i carcerati sono ben 1668; oltre 550 ospiti in più che creano svariati problemi: violenza, incapacità di organizzare corsi per il reinserimento lavorativo e anche costi sociali molto alti. Tre carcerati su 10 sono stranieri; il 50 per cento è tossicodipendente con punte del 70 per cento nella struttura di Capanne. 

L'umbria - secondo la polizia penitenziaria - ha il record di carcerati per abitanti. Ma il motivo non sta nel sempre più crescente crimine in regione: le cause sono due: le strutture umbre sono considerate un parcheggio ideale per condannati che vengono in via definitiva da tutto il Paese. Solo nell'ultima settima sono arrivati dei carcerati da Benevento - dove la situazione è infernale in fatto di sovraffollamento - diretti a Perugia. 
 
L'altro motivo sta nell'alto numero dei carcerati ancora in attesa di giudizio. Secondo i dati emersi sarebbero 469 su 1668. Scelte nazionali e non che rendono insufficienti gli uomini addetti alla sorveglianza che sono appena 820 su un numero minimo richiesto 1060. C'è un altro dato che preoccupa a livello sociale: i 300 detenuti sottoposti a carcere duro o addirittura in 41/bis (mafiosi e killer con senza fine mai). Tutti provenienti da fuori regione possono essere il tramite per stabilire sui territori umbri frange di clan malavitosi. E le infiltrazioni sono all'ordine del giorno. 
 
Un quadro difficile ma il Pd ha le sue ricette: maggiori fondi per i corsi di lavoro (reinserimento) per evitare crimini futuri, l'ultimo anno di pena ai domiciliari, la cancellazione del reato di clandestinità e maggiori ingressi in comunità protette per disintossicarsi. Basterà?
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