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Carcere di massima sicurezza, 80 agenti in meno. Sit in di protesta e attacco della Lega: "Decisione folle"

Sit in di protesta davanti al carcere di massima sicurezza di Spoleto, quello organizzato dal sindacato autonomo della polizia penitenziaria, il Sappe, contro il taglio dell’organico e degli effetti della riforma Madia

Sit in di protesta davanti al carcere di massima sicurezza di Spoleto, quello organizzato dal sindacato autonomo della polizia penitenziaria, il Sappe, contro il taglio dell’organico e degli effetti della riforma Madia che in un’ottica di razionalizzazione della pubblica amministrazione (sospensione del provveditorato dell’Umbria con conseguente assegnazione gestione delle 4 carceri al Prap di Firenze), ha comportato – secondo il Sappe . anche una riduzione del numero degli agenti di penitenziaria, di almeno il 20 per cento. “Per esternare la nostra rabbia – comunica il Sappe – sit in ad oltranza partendo da Spoleto. Luoghi che dovranno servire come centro di raccolta idee per la pianificazione di iniziative e disapprovazione più eclatanti”.

Sulla questione bacchetta anche la Lega Nord per bocca del senatore Stefano Candiani, del vicesegretario per l'Umbria, Virginio Caparvi e del consigliere comunale di Spoleto, Sandro Cretoni, che questa mattina hanno incontrato le rappresentanze sindacali degli agenti di polizia penitenziaria e alcuni dirigenti dell'istituto a fronte di 80 tagli proprio nel carcere dove sono detenuti anche i 41bis.

"In pratica il personale impiegato nel carcere di Spoleto passa da 360 agenti attuali a 280 circa - spiega Candiani - Una riduzione folle e immotivata, in quanto stiamo parlando di un istituto di massima sicurezza. Rappresentanze sindacali e dirigenti hanno espresso all'unisono la forte preoccupazione di ritrovarsi presto in un reale stato di impossibilità nel garantire una gestione in piena sicurezza del carcere”.

“E' intollerabile la disparità nei tagli, ovvero la "razionalizzazione" del personale applicata sul territorio nazionale: mentre in Umbria assisteremo ad una diminuzione del 18%, in altre regioni come la Calabria, gli agenti verranno incrementati del 36% senza tenere conto del "livello" del carcere e delle necessità realmente esistenti.

Secondo Virginio Caparvi "è necessario assicurare condizioni di lavoro dignitose agli agenti di polizia penitenziaria che, potendo svolgere al meglio il loro compito all'interno delle carceri, riescono ad aumentare anche il grado di sicurezza del territorio". Sulla stessa lunghezza d'onda Sandro Cretoni: "E' scandaloso, da parte di un Governo, continuare ad effettuare tagli sulla sicurezza, quando, in questo particolare momento storico, la sicurezza andrebbe implementata. I tagli andrebbero fatti sugli sprechi che in Italia sicuramente non mancano".

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