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Violenze senza fine, la frutta non è loro di loro gradimento: due detenuti al 41 bis picchiano un agente

La dura protesta contro l'ennesimo atto di violenza nelle carceri umbre ai danni degli agenti della polizia penitenziaria

Non ha la fine la scia di violenza e sangue che caratterizza ormai da molto tempo il mondo delle carceri, con alcuni detenuti particolarmente aggressivi ed arroganti che compiono atti di violenza ad appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, è avvenuta oggi nel carcere di Terni e lo riferisce il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

 “E’ successo che due detenuti sottoposti al regime penitenziario del 41bis, quello più restrittivo, si sono scagliati contro un Agente del carcere perché la frutta non era di loro gradimento, quasi fossero in un ristorante e non in galera – spiega Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sappe.

Uno dei due detenuti ha scagliato delle banane contro l’Agente mentre l’altro lo ha colpito con il manico di una scopa. “Parliamo di detenuti sottoposti al regime del 41 bis, quindi con un elevato spessore criminale. Le criticità dell'Istituto ternano sono tante. L'emergenza è all'ordine del giorno il sistema regge ancora grazie al sacrificio e abnegazione delle donne e uomini in divisa della Polizia Penitenziaria”.

Per il Sappe “inquieta l’atteggiamento assunto dai due detenuti, che pur essendo ad un elevato indice di detenzione si comportano come fossero commensali di una osteria e non carcerati…”. Anche per questo il giudizio del SAPPE sulla riforma dell’ordinamento penitenziario è sempre stato critico: “I dati ci confermano che le aggressioni, i ferimenti, le colluttazioni - che spessissimo vedono soccombere anche gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre più contusi e feriti da una parte di popolazione detenuta prepotente e destabilizzante – sono sintomo di una situazione allarmante, per risolvere la quale servono provvedimenti di tutela per gli Agenti e di sicurezza per le strutture carcerarie e certo non leggi che allarghino le maglie della sicurezza penitenziaria”.

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