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Rissa in carcere, detenuto massacrato e spedito in ospedale: "Potevano ucciderlo"

La denuncia del Sappe: "Il detenuto è stato portato all'ospedale con uno zigomo rotto e i medici gli hanno confermato che dovrà essere operato"

Ancora un grave episodio nel carcere Capanne di Perugia. Ricostruisce i fatti Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato di polizia penitenziaria Sappe: “Abbiamo registrato l’ennesima rissa tra detenuti, questa volta tra tre albanesi e un camerunense. Il detenuto camerunense è stato portato all'ospedale con uno zigomo rotto e i medici gli hanno confermato che dovrà essere operato. Non fosse stato per il tempestivo intervento dell'unico agente di polizia penitenziaria, il ristretto africano ha rischiato addirittura di essere ucciso. I tre albanesi sono stati portati all'isolamento. Ma non finisce qui. La sezione, su intervento del direttore, è stata chiusa e questo ha fatto scatenare una protesta da parte degli altri occupanti della sezione ancora da sedare. Per di più è in corso una manifestazione al teatro del carcere dove vi sono agenti e civili…”.

Il Sappe torna a denunciare il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere che vede coinvolti detenuti stranieri. “E' sintomatico”, spiega il leader nazionale dei Baschi Azzurri, “che negli ultimi dieci anni ci sia stata un'impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni '90 sono passati oggi ad essere oltre 19mila e 200. Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d'origine può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia'. Il dato oggettivo è però un altro: le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino ad oggi assai contenute, oserei dire impercettibili. E credo si debba iniziare a ragionare di riaprire le carceri dismesse, come l’Asinara e Pianosa, dove contenere quei ristretti che si rendono protagonisti di gravi eventi critici durante la detenzione”.

Capece sollecita Ministro e Capo Dap a intervenire: “E’ solo grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del Sappe per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei Reparti di Polizia Penitenziaria dell’Umbria”.

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