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Ancora violenza nelle carceri umbre: "Agenti minacciati con l'olio bollente, sputi e insulti, due feriti con calci e pugni"

La protesta del Sappe: "Quotidiano il ‘bollettino di guerra’ che proviene dalle carceri dell’Umbria. Pronti a manifestare davanti alla Camera dei Deputati"

C’è tensione nelle carceri umbre, dopo l’ultimo episodio di violenza avvenuto nella casa circondariale di Terni. A lanciare l’allarme è ancora Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe: “Da giorni nel carcere di Terni la Polizia Penitenziaria si trova a fronteggiare continue risse tra detenuti, a subire minacce anche con pentolini con olio bollente, insulti, sputi e non solo”.

Ieri, lunedì 9 ottobre, ennesima aggressione da parte di un detenuto albanese della media sicurezza, in carcere per reati di droga, che ha dato in escandescenza in quanto voleva scendere alle scuole, anche se non era autorizzato. Al diniego dei due poliziotti presenti li aggrediva con calci e pugni.

I poliziotti refertati dalla locale infermeria sono poi stati accompagnati al locale pronto soccorso per accertamenti diagnostici. “Non è più possibile lavorare in queste condizioni –continua Bonino - E’ ormai quotidiano il ‘bollettino di guerra’ che proviene dalle carceri dell’Umbria, sempre più ingovernabili e ad alta tensione”.

Anche per questo – annuncia -  una delegazione del Sappe umbro manifesterà a Roma giovedì 12 ottobre, in piazza Montecitorio davanti alla Camera dei Deputati, nella manifestazione nazionale di protesta che il Sindacato e la Consulta Sicurezza hanno proclamato per “denunciare lo stato di irreversibile abbandono nel quale è lasciato il Corpo di Polizia Penitenziaria ed i suoi appartenenti”.

E’ senza appello la denuncia del SAPPE, per voce del Segretario Generale Donato Capece : “Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Lo diciamo da tempo, inascoltati: la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, dall’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, dalla mancanza di personale – servono almeno 8.000 nuovi Agenti rispetto alle necessità, ed invece sono state autorizzate solamente 305 nuove assunzioni.  E’ grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto. Mancano Agenti di Polizia Penitenziaria e queste sono le conseguenze”. 

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