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Detenuto trasferito in Umbria dopo violentissima rivolta, blitz in cella: ecco cosa aveva nascosto

Il telefono apparteneva a un detenuto protagonista della violenta rivolta al carcere di Ariano Irpino da dove era stato trasferito solo domenica scorsa

Un telefono cellulare di piccolissime dimensioni, un caricabatterie e ben quattro schede sim ritrovate all'interno di una cella del carcere di Spoleto. E' l'operazione condotta dagli agenti della polizia penitenziaria che ha permesso di scoprire e sequestrare, occultati all'interno di alcuni oggetti appartenenti a un detenuto di origine campana, tutti i materiali. Lo stesso detenuto era stato trasferito soltanto domenica scorsa dal carcere di Ariano Irpino, in Campania, perchè era stato tra i protagonisti della furiosa rivolta in cui erano stati presi in ostaggio due poliziotti della penitenziaria. Grazie all'operazione degli agenti in carcere, tutto il materiale ritrovato è stato sequestrato.

"Grande professionalità e senso del dovere quello dimostrato dai colleghi di Spoleto"- Con queste parole il Sappe, Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria ringrazia gli agenti per quanto fatto. Dopo l'incredibile vicenda  accaduta nel carcere di Spoleto per l'ennesimo sequestro di telefoni cellulari, il sindacato tuona: Servono urgenti provvedimenti, è grave che il telefono cellulare fosse nella disponibilità di uno dei protagonisti della sconsiderata rivolta in carcere. Servono interventi immediati compresa la possibilità di schermare tutti gli istituti penitenziari. E questo, al fine di neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e quella di dotare tutti i reparti di polizia penitenziaria di appositi rivelatori di telefoni cellulari". 

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