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Capanne, si barrica in cella e si punta una lametta alla gola, un altro ingoia le pile: salvati dagli agenti

Tre detenuti hanno compiuto gesti autolesionisti in appena cinque giorni. Scongiurati epiloghi seri solo grazie al pronto intervento della polizia penitenziaria

Una situazione complessa da gestire, ma fortunatamente conclusasi senza gravi conseguenze, quella avvenuta dentro al carcere di Capanne. Due detenuti, a distanza di pochi giorni, si sono feriti con delle lame, gesti autolesionisti che non hanno avuto epilogi peggiori solo grazie al tempestivo intervento degli agenti della polizia penitenziaria, che nonostante abbiano anche una carenza di personale, riescono a scongiurare anche situazioni di questo tipo.

L'ultimo episodio risale a ieri sera quando un detenuto,prima si sarebbe barricato nella cella minacciando di tagliarsi il collo con una lametta, per poi ferirsi. Il gesto non ha avuto ulteriori conseguenze in quanto la polizia penitenziaria è intervenuta in tempo. Il carcerato è stato poi medicato all'ospedale di Perugia. Domenica invece un altro detenuto ha ingoiato le pile ed è stato trasportato in ospedale. Ancora domenica, nel pomeriggio, un altro gesto autolesionista fermato giusto in tempo. Uno di questi, tempo fa, avrebbe anche tentato di evadere da un luogo esterno di cura. Solo nel 2016, nel carcere di Capanne a Perugia gli agenti della polizia pentenziaria hanno dovuto fronteggiare 49 autolesionisti, sei tentativi di suicidio, 24 collutazioni e 18 ferimenti.

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