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Bosco devastato e abusi edilizi, stanati dai Carabinieri Forestali: multa colossale, rischiano 6 anni di carcere

I cinque hanno anche tentato di truffare la Regione per intascarsi 153mila euro di contributi, fermati

Stanati. Mega sanzione amministrativa da oltre 187.000 euro per cinque persone che dovranno anche rispondere, oltre ai reati ambientali, anche di falsità in atto pubblico e la tentata truffa aggravata per il conseguimento di pubbliche erogazioni, per cui gli indagati rischiano la reclusione fino a 6 anni. E' questo il bilancio dell'operazione di polizia giudiziaria dei carabinieri forestali di Sant'Anatolia di Narco partita nell'autunno del 2015 con il coordinamento del sostituto procuratore di Spoleto Mattei. L'operazione, spiegano i militari, ha portato all’accertamento di gravi illeciti nella zona.

Come ricostruito dai carabinieri, nelle località I Campetti, Campolungo, e Case S. Pietro, erano stati eseguiti interventi di taglio a raso ed estirpazione di ceppaie per eliminare di fatto boschi in zone sottoposte a vincolo paesaggistico- ambientale e idrogeologico, mentre in località la Casaccia, oltre all’eliminazione del bosco, erano stati effettuati anche interventi edilizi. Tutte le opere risultano realizzate in assenza delle prescritte autorizzazioni, e, cosa ben più grave, hanno causato l’alterazione permanente dello stato dei luoghi.

Il taglio raso, che consiste nel tagliare tutti gli alberi presenti in una certa area di bosco, è in generale vietato poiché comporta un forte impatto sul paesaggio e priva tutti gli animali di una vasta area di ogni possibile rifugio o luogo di nidificazione determinando la distruzione del loro habitat. Inoltre, in terreni acclivi può mettere in pericolo la stabilità dei versanti.

Alcuni tra i responsabili, in totale cinque, tutti sottoposti a procedimento penale, secondo la ricostruzione dei carabinieri avevano anche avviato l’iter per poter ottenere l’erogazione del 50% del contributo di 153.000,00 euro derivante dal Piano di Sviluppo Rurale per l’Umbria. I militari, però, sono riusciti a bloccarli in tempo.

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