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Il cane antidroga sbatte salendo nell’auto di servizio, punito il finanziere-conduttore

Il gip del Tribunale militare archivia le accuse e il Tribunale amministrativo annulla i giorni di consegna e la perdita della specializzazione

Il cane antidroga si fa male mentre sale nell’auto di servizio, punito il finanziere-conduttore. Il cane, però, era difficile da gestire e aveva già aggredito un altro conduttore. Così il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria ha annullato i provvedimenti dei superiori (anche sulla base dell’archiviazione decisa dal giudice militare nei confronti del finanziere).

Il militare, assistito dagli avvocati Maria Di Paolo e Antonio Coaccioli, ha fatto ricorso contro il Ministero dell’Economia e delle finanze e il Comando Generale della Guardia di Finanza, chiedendo l’annullamento del provvedimento di “esonero d’autorità del ricorrente dalla specializzazione di conduttore cani antidroga”, della perdita della “indennità di presenza esterna, pari a circa 100 euro al mese”oltre “alla perdita di professionalità e al danno all’immagine, nella misura equitativa del 10% dello stipendio annuo”.

I provvedimenti erano nati a seguito di un episodio avvenuto presso il Centro cinofilo di Castiglione del Lago, nel momento in cui il militare “si accingeva a caricare il cane di cui era affidatario sul furgone apposito per il trasporto all’aeroporto di Perugia”. Il cane si mostrava nervoso, non rispondeva “agli ordini classici e si rifiutava di salire sul mezzo”, così il conduttore “esercitava una trazione del guinzaglio nel momento stesso in cui il cane smetteva di resistere e, per effetto della forza esercitata dal conduttore, l’animale finiva per sbattere contro alcuni bidoni in plastica collocati in prossimità del mezzo”.

Per i superiori si trattava di una disattenzione grave da parte del militare che aveva provocato il “deterioramento dell’animale”, da punire con cinque giorni di consegna e la perdita della qualifica di conduttore di cani antidroga. Il gip del Tribunale militare di Roma ha archiviato queste accuse.

Il militare ha riferito “che l’animale era stato donato al centro di addestramento quando era ormai adulto e questo aveva creato qualche problema nella fase iniziale del suo addestramento, tanto che, prima dell’episodio sopra descritto, si era registrato un attacco ai danni di un precedente addestratore”. Proseguendo con l’addestramento il cane era migliorato “tanto che è stato poi assegnato in servizio all’aeroporto di ..., ove lo stesso è tuttora impiegato”.

I giudici amministrativi partendo dall’archiviazione delle accuse da parte del giudice militare, con tanto di perizia che esclude danni all’animale, hanno anche considerato che le valutazioni di inidoneità contrastavano con quelle del comandante del corso di allevamento e addestramento, molto positive nei riguardi del finanziere. Valutazioni favorevoli ottenute anche nel precedente corso di addestramento e che non potevano essersi ribaltate in poco tempo.

Da qui le perplessità su di un provvedimento “non adeguatamente motivato e comunque in contraddizione con gli atti della stessa amministrazione” e l’accoglimento del ricorso, con la condanna “a corrispondere al ricorrente le indennità o voci stipendiali correlate alla specializzazione”.

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