Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Cancro al seno, dati choc: è il più diffuso in Italia. Da Perugia uno studio rivoluzionario: "Vogliamo raggiungere la mortalità zero"

"L’incidenza dei tumori in Umbria è di circa mille casi l’anno. Una nuova ricerca potrebbe aprire le porte a una diagnosi più precoce e meno invasiva. Parte da Perugia ed è stata finanziata dalla lega Italiana per la lotta contro i tumori

Il cancro al seno, con 52.800 nuovi casi nel 2018, è il più diffuso in Italia. Dati “choc”, anche se nel nostro Paese l’87 per cento dei pazienti trattati, a cinque anni di distanza, raggiunge la sopravvivenza. Preoccupa, secondo i dati forniti da Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori), un 30 per cento che a 10/15 anni di tempo, non supera invece la malattia.

Ma grazie alla ricerca e alla prevenzione, c’è un obiettivo che la Lega si è prefissata di raggiungere: mortalità zero. Ed è così che ha scelto di finanziare un progetto importante, rivoluzionario, in cui l’Umbria e in particolare Perugia, farà scuola: "la biopsia liquida nel carcinoma della mammella operabile” i cui primi dati sono stati illustrati questa mattina alla presenza del responsabile scientifico del progetto, nonchè responsabile del dipartimento di BreastUnit dell’ospedale Santa Maria della Misericordia, il professor Antonio Rulli.

Il progetto di ricerca è stato realizzato dalla sezione di Chirurgia Oncologica della Mammella e dei Tessuti Molli dell’Università degli studi di Perugia in collaborazione con il Laboratorio del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Unipg e il Laboratorio di Biologia Molecolare della S.C. di Oncologia Medica dell’azienda ospedaliera di Perugia, finanziato dalla Lilt e  sperimentato sui primi 50 pazienti umbri.

"Partendo dalla considerazione che il tumore è un bersaglio in continua evoluzione, comprendere i meccanismi che portano la cellula tumorale primitiva a trasformarsi in una cellula tumorale a capacità metastatica è fondamentale per poter bloccare il processo di invasione tumorale”.

Cancro al seno, anche Perugia si unisce alla battaglia: "Screening gratuiti per le dipendenti del Comune"

"L’incidenza dei tumori in Umbria, ha spiegato ai nostri microfoni il professor Rulli, è di circa mille casi l’anno. La Regione Umbria ha istituito delle Breast Unit, dei reparti dedicati al trattamento di questa patologia e i dati di sopravvivenza, in un lasso di tempo di cinque anni, sono ottimi. Si abbassa però l’età dell’insorgenza del tumore del seno. Al di sotto dei 50 anni e quindi fuori dall’età in cui rientra la fascia di screening mammografico, l’incidenza è del 41 per cento dei tumori". 

"Da aprile scorso -  spiega il professor Rulli -  stiamo lavorando sulla biopsia liquida, ovvero un semplice prelievo di sangue che ci consente di capire l’eterogeneità del tumore sia primitivo che dell’eventuali metastasi." I prelievi saranno ripetuti dopo la chirurgia, dopo la terapia adiuvante e a 12 mesi dalla data dell’intervento chirurgico. "Abbiamo fatto circa 50 prelievi, ma per essere sicuri dobbiamo validare il tutto su circa mille pazienti. Grazie alla Lega italiana contro il tumore, dieci Centri Nazionali dal Trentino alla Calabria venerdì saranno a Perugia perché hanno deciso agganciarsi alla nostra ricerca e manderanno dei prelievi a Perugia. E questo inoltre potrebbe consentirci di raggiungere il numero di prelievi sperato".   "La relazione sul progetto di ricerca della biopsia liquida ha aperto inoltre il congresso europeo dell’Oncologia Medica, e pensiamo di essere sulla buona strada". 

VIDEO - Tumore al seno, ecco la scoperta che potrebbe cambiare tutto. Intervista al luminare dell'ospedale di Perugia

Entrando nel tecnico, la biopsia liquida, basandosi sull'identificazione delle cellule tumorali circolanti nel sangue, sul sequenziamento del Dna tumorale estratto dalle stesse e sul Dna libero circolare, consetirebbe di conoscere in tempo reale il profilo genetico sia della lesione primaria che delle eventuali metastasi. Grazie a questa ricerca, intanto, la percentuale delle cellule tumorali circolanti isolate è stata del 24.8 per cento. 

Un metodo che consentirebbe quindi di diagnosticare in maniera precoce e non invasiva grazie a un riscontro nel sangue delle cellule tumorali circolanti, andando subito ad individuare quei pazienti che necessitano di una precoce terapia sistemica. Queste cellule tumorali, sono molto rare da indentificare con le metodologie standard, da qui la ricerca verso nuove tecniche sempre più avanzate.  Conclude Rulli: "Vogliamo arrivare, nel 2022, sempre più vicini all'obietivo sperato che è quello della mortalità zero". 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cancro al seno, dati choc: è il più diffuso in Italia. Da Perugia uno studio rivoluzionario: "Vogliamo raggiungere la mortalità zero"

PerugiaToday è in caricamento