Camper "riciclato", il nome dei clan Spada e Casamonica aleggia in tribunale

Il mezzo rubato e rivenduto è al centro di una truffa che vede protagoniste diverse famiglie di rom tra Roma e Perugia

Il nome degli Spada e dei Casamonica risuona nella aule del Tribunale di Perugia.

Avete presente il film “Snatch”? Le disavventure dei protagonisti iniziano con l’acquisto di una roulotte in un campo rom nella campagna inglese. Truffe, raggiri, sparatorie, incontri di boxe si susseguono a ritmo serrato, sino al gran finale.

In Tribunale a Perugia le cose sono simili. Poco cambia se al posto della roulotte ci sia un camper, anche in questo caso giudiziario ci sono tre famiglie di zingari o rom o sinti (non è stata appurata l’ascendenza), un derubato del mezzo, un acquirente incauto e un’accusa di riciclaggio.

Sfogliando tra le carte dell’accusa, due degli imputati sono difesi dagli avvocati Delfo Berretti e Giuseppe Gasparri, si scopre che il camper è stato rubato a Roma, che la prima vendita è stata fatta da una donna della famiglia Spada, moglie di un Casamonica. A sua volta la donna ha rivenduto il camper ad un esponente di una nota famiglia di rom della provincia di Perugia. I quali hanno rigirato il mezzo ad un ignaro acquirente.

Gli investigatori non ci hanno messo molto a ritrovare il camper, visto che non era stato modificato il numero di serie del telaio né cambiata la targa. Da qui l’accusa di riciclaggio e il processo.

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