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Il Blog di Franco Parlavecchio - Il manifesto elettorale ormai è superato ma il grande assente? Sono i programmi... povera campagna elettorale

Di campagne elettorali ne ho vissute parecchie, qualcuna anche in modo molto attivo, ma una propaganda per le politiche così moscia e priva di contenuti proprio non riesco a ricordarla.
Sembra insolito girare per le strade di Perugia e non incrociare i faccioni dei candidati in bella o “brutta” vista. Devo dire che in qualche caso mi sembra anche una buona idea per evitare lo spreco di carta ma soprattutto perché per qualcuno è forse meglio non farsi notare e giocare la carta dell’invisibilità Anche se in questa tornata il vero invisibile sembra proprio il programma.

Poche iniziative in giro, spesso non molto partecipate, tranne per qualche eccezione, ed il famoso porta a porta quasi completamente scomparso. Vero è che alcuni soggetti forse nessuno vorrebbe farli entrare in casa propria.

Manca completamente la comunicazione verbale: solo foto sui social come se un sorriso non troppo sincero fosse il biglietto da visita di un futuro possibile parlamentare. E quel giro al mercato finirà il giorno dopo le elezioni a causa di quella incurabile allergia, quelle bolle che vengono a molti dopo il contatto con la gente normale. Molti hanno giocato la carta del Frecciarossa, tutti in piedi all’alba, almeno per una volta, per inaugurare un viaggio di sola andata, come se il treno l’avessero costruito loro. Nessuna visione futura sulle sorti dell’Umbria, nessun rimedio vero ad una crisi reale di cui si preferisce far finta di niente. Meglio prendere il treno, meglio viaggiare ovattati e lontano dai problemi, degli altri… meglio viaggiare sul binario più sicuro. Quello che rimbomba in modo incessante è il tam tam di polemiche che scorrono a fiumi attraverso i social, come se interessassero veramente ai cittadini. Una sorta di gioco politico di cattivo gusto. Bisognerebbe vietare di scaricare fango sull’avversario e pensare solo a come convincere gli elettori con un po’ di semplici e buone idee.

Eppure questa è la prima volta che in Umbria si percepisce un clima diverso. Cinque collegi elettorali tra Camera e Senato, un sistema nuovo e forse un risultato non scontato.
Ritengo improbabile la vittoria per i Cinquestelle sui collegi elettorali. I loro candidati sono meno conosciuti alla platea; in alcuni casi questo è un pregio ma spesso l’elettore preferisce appoggiarsi all’usato sicuro anche se non gli garantisce nulla. La battaglia sembra questione tra PD e centro destra. Bisogna vedere se alla fine prevarrà la voglia di rottura con il passato come è successo alle elezioni amministrative di Perugia o tutto rimarrà attaccato alla tradizione. Un po’ d’incertezza aiuta, l’effetto sorpresa è un toccasana per la democrazia.

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