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Narcotrafficante della Camorra viveva a Bastia: importava cocaina dalla Colombia

Era in Umbria ormai da tempo, un noto latitante appartenente a un clan della Camorra. L'uomo è stato arrestato dagli agenti del Commissariato di polizia di Assisi dopo anni di indagini

Camorrista, pericolosissimo, ma soprattutto libero. Viveva a Bastia Umbra ormai da tempo. Narcotrafficante per professione, originario di Torre Annunziata (Na), ricopriva una posizione vicina a quella dei “vertici”, all’interno di una pericolosa e violenta consorteria camorristica del napoletano dedita soprattutto alla gestione di traffici di ingenti quantitativi di droga in forma “associata”, secondo lo schema dell’art. 74 del DPR. 309 del 1990.

Ieri, 18 marzo, è stato arrestato dagli agenti del Commissariato P.S. di Assisi, coordinati dal Commissario Capo Francesca Di Luca, dopo una lunga indagine denominata “Valencia Connection”, e che ha viste coinvolte 32 persone, con distinti ruoli e funzioni in un  traffico di sostanza stupefacente del tipo cocaina, proveniente dalla Colombia, in transito in Spagna e diretto verso territorio nazionale.  

Le indagini iniziate nel 2003 dal Comando Compagnia della Guardia di Finanza di Cassino delegate dalla Procura della Repubblica  - Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno permesso di accertare i fatti contestati soprattutto mediante il ricorso all’intercettazione di numerose utenze telefoniche, sia nazionali che estere, e ad alcuni ingenti sequestri di cocaina purissima per un  totale di 70 Kg.  

L’indagine, proseguita nel corso degli anni, ha così permesso di far luce su uno dei più potenti cartelli partenopei per l’importazione di cocaina, che operava a favore di diversi clan camorristici e destinata ai principali mercati di spaccio di Napoli, di Roma e del Basso Lazio.

Numerose le conversazioni intercettate dagli agenti, tanto da permettere di inquadrare gli indagati nell’ambito di tre distinte organizzazioni criminali, sebbene strettamente correlate. Una di queste, tra l’altro quella  con maggiore disponibilità economica e miglior capacità organizzativa, è quella denominata “Torrese”  (operante nell’area di Trecase – Napoli), capeggiata da Sorrentino Michele (poi assassinato),  personaggio di maggior spessore criminale; le proprie conoscenze nell’ambiente malavitoso, gli permettevano di smistare, in brevi lassi temporali, grosse partite di cocaina.

Tra i capi del clan Michele Sorrentino che è stato “aiutato”, per lo spaccio della droga, da più complici tutti operanti nella zona di Torre Annunziata – Torre del Greco, tra i quali proprio il soggetto arrestato nella giornata di ieri dagli agenti del Commissariato di Assisi.

L’uomo adesso rinchiuso in carcere, dovrà scontare una pena di 7 anni e 28 giorni perché ritenuto colpevole, dalla Sez. IV^ della Corte d’Appello di Napoli, di gravissimi delitti in materia di traffico di sostanza stupefacenti.

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