Cronaca

Cade in una buca camminando per strada: "Voglio 200mila euro dal Comune"

Città di Castello, la richiesta di danni materiali e morali di un'anziana dopo la rottura della colonna vertebrale. L'ente si difende: "Il pedone deve guardare dove cammina"

Esce di casa e finisce in una buca, nella caduta si frattura una vertebra e si trova costretta ad indossare un busto. Per quella caduta fa causa al Comune e chiede 200mila euro di danni.

Sotto processo finisce il responsabile della viabilità del Comune di Città di Castello all’epoca dei fatti (dicembre 2016) difeso dall’avvocato Filippo Bianchini. La signora caduta, classe 1948, si è affidata all’avvocato Valeria Passeri.

L’accusa di lesioni personali colpose è scattata a carico del “responsabile della viabilità del Comune di Città di Castello per colpa consistita in negligenza e imperizia” perché non si sarebbe attivato “secondo i poteri del suo ufficio al fine di riparare, o quanto meno segnalare, la buca sita in viale ...” che “cagionava a … che vi cadeva dentro, lesioni gravi individuate nella rottura della colonna vertebrale D10, con prognosi di 90 giorni”.

Secondo la parte civile, con certificazione medica, la lunga degenza e l’obbligo di portare il busto, avrebbero ingenerato nella signora una sindrome depressiva e stati di ansia. Da qui la richiesta di danni materiali e morali per 200mila euro.

La difesa, sulla base di recenti pronunce della Cassazione, sostiene che anche il pedone sarebbe responsabile qualora non tenesse un comportamento di attenzione a dove mette i piedi.

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