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"Sei una cicciona, tanto vi ammazzo": i drammatici racconti delle vittime di due super bulli

Oggi l'interrogatorio davanti al gip del tribunale dei Minori di Perugia per uno dei due giovanissimi. Le minacce, le botte e le angherie a compagni e compagne di scuola

La piaga del bullismo, un fenomeno tristemente in crescita tra i giovanissimi. Botte, insulti, minacce, offese anche sul proprio aspetto fisico, e che se inserite in un contesto di adoloscenti, rendono il tutto ancora più amaro da sopportare. E' quello che è accaduto in una scuola dell'Umbria: vittime di due bulli di 15 e 16 anni, un gruppo di almeno sei coetanei, che hanno raccontato le angherie che avrebbero subito nel corso dell'anno da parte dei due giovani, di cui uno oggi è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Perugia dopo l'ordinanza del divieto di uscire dalla propria abitazione.

"Durante la ricreazione si avvicina e mi colpisce con schiaffi dietro la testa e con calci sulle gambe, si impadronisce delle mie penne e mi dice che è roba sua e che devo ricomprarmela". "Insultavano anche una mia compagna di classe con offese rivolte al suo aspetto fisico come buzzicona, grassona". 

Botte, insulti, minacce e lancio di oggetti: era il terrore della scuola, bullo finisce ai domiciliari

"Durante la lezione senza farsi vedere dal professore ha mostrato un coltello a scatto con manico plastificato che nascondeva all'interno del suo zaino". "Ho costretto i miei familiari a venirmi a prendere per paura di incontrarlo". E ancora: "Sei un tartufo, cinghiale, ti piscio in bocca". Sono queste alcune delle offese che i compagni di scuola sarebbero stati costretti a subire, "comportamenti persecutori e minacciosi". "Mi offende tutti i giorni e più volte durante la stessa giornata, spesso davanti a tutti i miei compagni". Più volte ho pianto prima di entrare in classe". In un altro episodio, avvenuto durante la lezione di inglese, "chiedeva con insistenza di sbloccare il pin del telefono e dopo aver letto una chat esclamava rivolto a tutta la classe che ce l'avrebbe fatta pagare con parole come "Tanto vi ammazzo".

E' stato il pm  a chiedere per i due giovani la misura cautelare della permanenza in casa. Oggi l'udienza davanti al gip per uno dei minori, difeso dall'avvocato Gianni Dionigi che ha spiegato come il suo assistito si sia dichiarato autore solo di alcuni episodi, gli altri in risposta di attacchi a sua volta subiti". L'accusa è di atti persecutori in concorso. 

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