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Persecuzioni, insulti e minacce, i bulli che terrorizzavano la scuola: "Nonostante i richiami, nessun miglioramento"

Anche i professori erano intervenuti circa le condotte dei due giovani bulli che avrebbero letteralmente terrorizzato compagni e compagne di una scuola dell'Umbria

Anche i professori erano intervenuti circa le condotte dei due giovani bulli che avrebbero letteralmente terrorizzato compagni e compagne di una scuola dell'Umbria. Tanto che la direzione scolastica si era vista costretta ad informare i servizi sociali sulle condotte dei due giovanissimi di 15 e 16 anni, sottoposti a numerose sanzioni disciplinari con tanto di segnalazioni inviate al sindaco e ai servizi sociali del paese, ma che non hanno comportato alcun apprezzabile miglioramento del comportamento degli attuali indagati". Si legge nell'ordinanza del tribunale dei Minori di Perugia, che ha disposto l'esigenza cautelare dell'obbligo di dimora "per il pericolo di reiterazione di tali comportamenti delittuosi" (atti persecutori, ndr) considerata anche la protervia e l'insensibilità dimostrate dagli attuali indagati ai richiami provenienti dalla scuola". 

"Sei una cicciona, tanto vi ammazzo": i drammatici racconti delle vittime di due super bulli

Intanto, il giovane sottoposto alla misura dell'obbligo di dimora e che ieri è comparso davanti al giudice per l'interrogatorio, spiega il suo legale Gianni Dionigi, si è impegnato a comportarsi in maniera corretta, avendo anche compreso la misura alla quale è stato sottoposto". A breve potrebbe arrivare anche la decisione del giudice se revocare o attenuare la misura, per ora-sottolinea il legale- ho proposto il ricorso al tribunale del riesame".

Botte, insulti, minacce e lancio di oggetti: era il terrore della scuola, bullo finisce ai domiciliari

I due giovanissimi si sarebbero resi protagonisti di alcune vicende raccontate dagli stessi compagni, e che sembrerebbero essere andate avanti nel tempo: "Il fatto di essere insultata soprattutto nei primi due anni ha creato in me un forte senso di disagio fino al punto di fingermi malata pur di non andare a scuola". Nel mirino compagni e compagne più indifese, al quale avrebbero fatto ogni tipo di angherie, da parole come "Sei un barbone", a dita negli occhi per non fare la "spia". A lanci di oggetti, gomme, persecuzioni e minacce. 

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