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XX Giugno, corone rubate e patrioti: una tragicommedia con l'epilogo a sorpresa

La strana storia e il finale a sorpresa delle corone dei massoni rubate alle celebrazioni del XX Giugno

“Corone e patrioti”, tragicommedia in tre atti e un epilogo, Largo Antonio Brizi, c/o Monumento agli eroi del XX Giugno perugino, ingresso libero.

Atto primo: scocca la mezzanotte del 19 giugno 2017. Una delegazione della massoneria umbra depone, come ormai da oltre quattro decenni, una corona in memoria dei caduti, legandola, col fil di ferro, alla parte inferiore delle due sculture bronzee dei popolani. Intervento del gran maestro Luca Nicola Castiglioni che si rivolge ai confratelli di libera muratoria ricordando i valori condivisi e citando gli illustri perugini, esponenti della fratellanza, che hanno avuto un ruolo non secondario nella vicenda cittadina.

Si nota un fatto irrituale: l’assessore Severini porta il saluto della città. Circostanza mai verificatasi, nemmeno ai tempi in cui un massone ricopriva la carica di primo cittadino (ed è accaduto assai spesso). Tutti sanno che, come di rito, la manifestazione del Comune avviene l’indomani mattina, con sindaco, presidente della Giunta regionale, prefetto, autorità civili e militari…

Atto secondo: nell’apporre la corona del Comune, qualcuno si accorge che la corona dei massoni è sparita, volatilizzata. C’è chi dice che i militari abbiano l’ordine di togliere qualunque altra corona per valorizzare quella del Comune. “È già successo altre volte con la nostra”, dice Primo Tenca, presidente della Società di Mutuo Soccorso. Che aggiunge: “Poi la rimettono”. Cosa che non accade.

Atto terzo: Improvvisamente, nel primo pomeriggio, la corona massonica riappare. Si pensa che l’anonimo goliarda, pentito, o soddisfatto della riuscita del colpo di mano, abbia rimesso le cose a posto. Ci casca anche Perugia Today che ha dato conto, minuziosamente, dei primi tre atti della tragicommedia. Ma le cose non stanno affatto così!

Epilogo: Un lettore scrive all’autore dei primi tre servizi puntualizzando: “Questa deposta ieri pomeriggio è della Gran Loggia d'Italia degli ALAM detta di piazza del Gesù!!!! quella "rubata" era del Grande Oriente d'Italia... due obbedienze diverse che entrambe, tutti gli anni, mettono la loro corona in due cerimonie distinte!!!!”.

Mea culpa et remissio petita peccati. La corona rubata, o occultata, non è stata  restituita. Ha ragione il lettore: quella che adesso si vede in pagina, insieme a quella del Comune, porta la scritta “Gran Loggia d’Italia ALAM – La Fenice all’Or di Perugia”. Dunque, tante corone diverse e distinte per un unico scopo: quello della memoria storica cittadina. Commenta in social la dottoressa Anna Martellotti: “Però siamo una città straordinaria! Una data con due liberazioni, che creano vicinanze "coronali" bizzarre e irriproducibili; sparizioni di murales e corone... ma dove altro?”. No comment

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