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Cronaca

Il blog di Franco Parlavecchio - Bullismo a scuola, professori picchiati e umiliati ma come siamo ridotti? La colpa è anche di noi genitori

Studenti che infieriscono sul altri coetanei, insegnanti aggrediti dagli studenti ed “educatori” che maltrattano i bambini. Come è diventata la scuola? Gli episodi di violenza negli istituti scolastici non sono più ormai questione di bullismo tra ragazzi ma vere e proprie ribellioni nei confronti di un’autorità che non è più riconosciuta e tutelata. Il bullismo, magari in forme meno social e vouyeristiche di quelle attuali, c’è sempre stato. Succedeva già quando andavo a scuola a Roma, il classico bulletto di turno che cercava la vittima del giorno, spesso sempre la stessa… Ma ora la questione è diversa, non si parla più solo di coetanei.

Un tempo ci si alzava quando entrava l’insegnante, ora tutti se ne fregano. La situazione ha preso un piega veramente preoccupante. Ma non vorrei si degenerasse come negli Stati Uniti dove gli studenti entrano con le armi e se la prendono con il primo che gli capita sotto mira; e certo la soluzione non potrà essere quella di addestrare ed armare gli insegnanti come vorrebbe il presidente americano Trump. Perché la scuola non è un poligono di tiro ma il punto di partenza dove sparare i primi colpi del proprio vivere nel mondo sociale. Dovranno essere anche e soprattuto le istituzioni a riportare un equilibrio di dignità, l’attenzione che merita tutta classe docente, nei confronti di chi dovrà insegnare e formare il nostro futuro.

Molte delle colpe, inoltre, le hanno i genitori. Si proprio loro, quelli che “mio figlio è sempre innocente”. Un tempo quando si andava a colloquio con i professori, loro avevano ragione, sempre e comunque. C’era un mix di timore reverenziale e rispetto per una delle figure più importanti della società, a cui veniva riconosciuta la dignità del ruolo che ricopriva. Ora questo ruolo si è indebolito ed i rispetto si è consumato. E’ la stessa mancanza di considerazione nei confronti degli anziani che un tempo erano considerati i nonni saggi. Poi esiste anche la versione opposta, figlia dello stravolgimento maleducato del nostro tempo, come nel caso delle “educatrici” che maltrattano i bambini. Qualcuno mi deve spiegare come mai non sono state ancora rese obbligatorie le telecamere negli asili…

Non me la sento di condannare quella coppia di Taranto che ha preso a schiaffi la maestra che aveva maltrattato fisicamente il proprio bambino. L’istinto sta nel difendere chi non ha la possibilità di farlo. E’ stata malmenata mentre faceva acquisti in un negozio del centro, libera ed indisturbata. Voi che avreste fatto? Ecco, se in questo momento facessimo tornare al centro del dibattito il tema della scuola, della dignità del mondo docente e della formazione di quei ragazzi che una volta diventati adulti potrebbero trasformarsi da risorsa in problema per la società, forse sarebbe un servizio utile per tutti.

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