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Caporalato, blitz all'alba dei Carabinieri: arrestati due schiavisti, sfruttavano lavoratori

Da Treviso in provincia di Perugia per arrestare una coppia di cittadini Pakistani specializzati nel reclutare manodopera (da sfruttare) nei campi e nelle vigne

L'ombra del caporalato, della riduzione in schiavitù di lavoratori, ancora una volta incombe sull'Umbria. Due presunti schiavisti sono stati arrestati questa mattina in un blitz dei Carabinieri in provincia di Perugia dove si erano trasferiti - per motivi ancora da accertare - dopo aver gestito, secondo gli inquirenti, un giro di stranieri da sfruttare nella lavorazione dei campi e potature di vigne in provincia di Treviso (Veneto). L’operazione anti caporalato porta la firma dei Carabinieri della Compagnia di Treviso e del Gruppo dei carabinieri Tutela del Lavoro di Venezia. I militari, dopo mesi di indagine hanno fatto scattare il blitz per eseguire quattro misure cautelari in carcere nei confronti di due uomini e due donne pakistani.

I PARTICOLARI: "Lavoratori svegliati all'alba, al lavoro 7 giorni su 7, alloggiati in case senza acqua e luce"

I reati sono pesantissimi: intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro in concorso, incendio aggravato e violenza privata tentata, ai danni di una decina di cittadini pakistani, alcuni di loro privi di permesso di soggiorno. Una coppia è stata rintracciata e arrestata in provincia di Perugia; anche loro erano titolari di una società che reclutava cittadini stranieri da impiegare come manodopera per lavorare in regime di sfruttamento.

Perchè si erano trasferiti in Umbria? Anche qui hanno avviato la stesso business criminale? Le indagini sono in corso. L'allarme caporalato è da tempo scattato sia nel mondo dell'edilizia regionale che in quello dell'agricoltura. I sindacati hanno denunciato reclutamenti sospetti, lavoratori costretti a lavorare per 12 ore per pochi euro e poi costretti a vivere in un piccoli alloggi anche in 8-10 persone. 

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